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Gli Stati Uniti sull’orlo di una rivoluzione contro il razzismo. L’opinione di Abdel Bari al-‘Atwan

L’omicidio di George Floyd scatena un’ondata di manifestazioni in tutti gli Stati Uniti. La politica di Trump favorisce il razzismo? La dissoluzione degli Stati Uniti è vicina?

di Abdel Bari al-‘Atwan, Rai al-Youm, (30/05/2020). Traduzione e sintesi Pietro Menghini.

Le manifestazioni a Minneapolis continuano dopo l’arresto di uno dei poliziotti bianchi per l’omicidio per strangolamento di George Floyd. Questo orribile crimine, filmato da un passante,  mette in luce ancora una volta le persecuzioni contro i cittadini afroamericani da parte della polizia e di alcune agenzie governative.

Nonostante il passare degli anni, l’abolizione delle leggi di discriminazione razziale e le numerose personalità politiche provenienti dalla comunità afroamericana, le disuguaglianze continuano a farsi sentire. Infatti, le statistiche ufficiali riportano che l’aspettativa media di vita di un afroamericano è di 6 anni inferiore a quella di un bianco, che gli afroamericani nelle prigioni sono il 43%, nonostante rappresentino il 13%  della popolazione, e che solo due afroamericani rappresentano la comunità in senato e 44 alla camera.

Donald Trump è arrivato alla Casa Bianca grazie ai voti dei suprematisti bianchi, adottando la loro agenda politica con i suoi attacchi contro il presidente Barak Obama e la sua campagna contro gli immigrati e i musulmani. Tutto ciò ha portato all’intensificarsi della discriminazione razziale, proprio nello Stato che si presenta come il maggior sostenitore dell’uguaglianza e della libertà nel mondo.

Il video dell’omicidio di George Floyd ha fatto il giro del web, infiammando gli animi con le terribili immagini della morte dell’uomo e le sue ultime parole “non riesco a respirare”. Di fronte a questo crimine Trump ha sostenuto le forze di polizia, minacciando nei suoi Tweet i manifestanti di Minneapolis di violente ripercussioni. La descrizione di Trump come il Gorbaciov americano non sembra dunque allontanarsi dalla verità. La sua politica razzista e stupida e il suo allinearsi con le posizioni dei suprematisti bianchi che lo hanno portato al potere spargeranno i semi della distruzione. È la prima volta che un capo di Stato americano mente apertamente e che chiede ai suoi sostenitori negli Stati governati dai democratici di scendere in strada, violando così le restrizioni imposte per prevenire il diffondersi del Coronavirus.

Cinquant’anni fa, Rosa Parks si è rifiutata di accettare la segregazione razziale, affrontando l’arresto,  dando il via alle rivolte degli afroamericani nel sud degli Stati Uniti e portando all’abolizione delle leggi razziali. Oggi, l’omicidio di George Floyd potrebbe portare ad una nuova rivoluzione contro il ritorno del razzismo sostenuto da Trump e dai suoi alleati e all’abolizione delle leggi razziali indirette, realizzando in questo modo la piena uguaglianza per i cittadini americani.

Abdel Bari al-‘Atwan è un giornalista palestinese che vive a Londra, è caporedattore di Rai al-Youm ed è stato caporedattore di al-Quds al-Arabi.

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Redazione

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