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Dalla Tunisia al mondo attraverso l’Italia: Marwan Samer

samer 2 Buongiorno care amiche e amici, con molto piacere vi propongo, oggi, l’intervista realizzata con Marwan Samer, giovane musicista tunisino che abbiamo già incontrato a proposito del nuovo lavoro discografico dei Milagro Acustico, “Sicilia araba”, in cui Marwan ha partecipato come cantante e oudista. È molto interessante il suo percorso perchè denota la volontà di sperimentare nuove forme di incontro e di conoscenza culturale, attraverso la musica, senza mettere da parte la propria identità culturale anzi, facendone un fermo e valido punto di partenza per sperimentare e costruirci sopra nuovi linguaggi musicali.

C.:  Ciao Marwan, mi fa molto piacere conoscere un giovane musicista tunisino e sentir raccontare le sue esperienze e le sue idee sulla musica. Da quanto tempo sei in Italia e come mai hai scelto di venire qui?

M: Ciao, anche io sono contento di questa occasione di confronto con voi attraverso le pagine della vostra meravigliosa rivista, per parlare di musica e in particolare della mia esperienza personale di musicista e cantautore. Sono in Italia da circa tre anni. Prima ho viaggiato molto tra paesi arabi e altri paesi europei, specie Francia e Belgio. Solo di recente mi sono stabilito qui, nonostante il primo concerto all’estero sia stato proprio in Italia nella città di Catania. Avevo all’epoca diciannove anni. L’Italia è da sempre il paese delle arti, del teatro e della bellezza in generale nell’immaginario dei cittadini del Nordafrica che vedono nell’Italia il più bello tra i paesi europei per la sua maestosa civiltà e i tanti monumenti che lo rendono come una sorta di museo a cielo aperto. Per questo, dopo aver vissuto per un periodo nei paesi del Nord Europa, è sorto in me il desiderio di approfondire la mia conoscenza della tradizione mediterranea, specie in quanto essa presenta molti elementi in comune con la mia cultura d’origine.

C.: Raccontaci di te e della tua formazione musicale in Tunisia.

M: Sono cresciuto in una famiglia in cui tutti adorano ascoltare la musica. Ho avuto la fortuna di avere uno zio musicista che mi ha trasmesso sin da quando avevo sette anni la passione per l’oud (il liuto arabo)e mi ha insegnato a comporre e a musicare testi di poesie. Dopo di che ho cominciato a frequentare conservatori e istituti di musica specializzati, il primo del quale è stato l’istiuto al-Rashidiyya di musica tunisina. Nel periodo universitario ho scelto di frequentare l’Istituto Superiore di Musica dove ho conseguito la Laurea in musicologia, e poi altri corsi di perfezionamento che ho seguito all’estero. Mi considero un artista versatile ed eclettico perchè nella mia esperienza di musicista mi sono trovato a collaborare con artisti di diverse generazioni e stili musicali.

samer 1C.: Come giovane musicista, come vedi, oggi, la musica tra i giovani del tuo paese? Che tipo di musica si preferisce, attualmente, e per quali motivi?

M.: Nel nostro mondo arabo e in particolare in Tunisia, esistono attualmente buone proposte musicali di giovani emergenti che provano a trasmettere il loro messaggio dentro e fuori i confini del paese. In alcuni casi si tratta di tentativi modesti, in altri invece di espressioni artistiche mature e professionali, specie da parte di quei giovani che hanno potuto viaggiare e confrontarsi con altre realtà musicali. Alcuni sono riusciti a imporsi sulla scena artistica nazionale o all’estero, altri meno fortunati invece non sono riusciti a raggiungere il grande pubblico. Si tratta di esperienze dalle tendenze più disparate che variano dalla musica araba classica, alla musica impegnata, al jazz e al rap, un genere quest’ultimo che è riuscito a conquistare un vasto numero di giovani, per i temi affrontati di carattere umano e sociale, specie dopo gli avvenimenti della cosiddetta “primavera araba”.

C.: Qual è il ruolo attribuito dai giovani alla musica e agli strumenti tradizionali, in Tunisia? E quale, invece, alla musica pop, rap e altri generi tipicamente giovanili? Cosa esprime, la tua generazione, attraverso le sue scelte musicali? Ti faccio questa domanda perchè penso, ad esempio, alla testimonianza di Mc Abo Hajar a proposito della Siria, e che i lettori hanno potuto leggere nell’articolo a lui dedicato, in questo blog.

M: Non è possibile individuare un solo genere musicale a cui i giovani tunisini fanno riferimento. Il gusto varia da persona a persona e da una zona all’altra. C’è a chi ascolta o pratica la musica araba classica ispirandosi ad autori e interpreti della grande tradizione, come Umm Kulthum e Muhammad Abdelwahhab, i fondatori della musica “tarab”; altri,invece, specie nei quartieri più popolari, ascoltano la musica “Mezwed” (musica popolare tunisina accompagnata dallo strumento della cornamusa) che tratta temi fortemente sociali, e la musica “Ray” algerina del famoso Cheb Khaled. Attualmente anche il rap gode di un pubblico molto vasto, specie dopo le tensioni sociali degli ultimi tempi. Questi generi oltre ad essere una forma d’intrattenimento, spesso affrontano temi molto sentiti dai giovani come questioni sociali, problemi sentimentali, o politici.

C.:  I lettori ricorderanno che abbiamo incontrato il tuo nome insieme ai Milagro Acustico, visto che hai partecipato, come cantante e oudista, al loro ultimo CD “Sicilia Araba”. Parlaci di questo incontro.

M: La mia storia con i Milagro Acustico è nata dopo il mio primo incontro con il fondatore del gruppo, Bob Salmieri, il quale mi ha invitato a collaborare con loro. Da allora ho incontrato spesso Bob nel suo studio di registrazione, alla ricerca di un progetto artistico in comune. Così è nata l’idea di lavorare ad un progetto sulla produzione poetica della Sicilia araba, un tema su cui Bob stava lavorando da diversi anni e su cui ha svolto molte ricerche. Abbiamo pensato di cantare tutto nella lingua originale, nonostante la difficoltà nel reperire i testi, usando gli strumenti musicali tradizionali. Dopo che abbiamo selezionato i testi, Bob si è dedicato alla composizione, mentre io ho lavorato sulla parte vocale, sull’adattamento dei testi alla metrica musicale e sulla traduzione, inserendo nei diversi poemi elementi del tradizionale “Mawwal”, arabo basato sull’improvvisazione libera, tecnica utilizzata soprattutto dai muezzin nelle moschee, e dagli interpreti di inni religiosi. Il tutto accompagnato dall’oud, che è il mio strumento di base. Il progetto è durato un anno di lavoro continuato e accurato che ha portato, ad Ottobre, all’uscita dell’album dal titolo “Sicilia Araba”, che avete già avuto modo di ascoltare.

C.: Torniamo a te e alla tua vita musicale, in Italia. Cosa fai, attualmente, e che progetti hai per il futuro?  

M.: Attualmente mi sto preparando con tutto il gruppo per il concerto di presentazione dell’album, che si terrà all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 28 Novembre prossimo. Poi ritornerò in sala registrazione per lavorare a un mio album personale, in cui desidero realizzare molte collaborazioni con altri solisti e gruppi, visto l’ottimo risultato raggiunto nel mio duo con il rapper italiano Verso nel brano dal titolo “Renderti unica”, in cui abbiamo provato ad armonizzare i ritmi del rap italiano con le sonorità arabe, e dopo la mia collaborazione con il gruppo Reagente 6 del tastierista Fabio di Biagio, in cui abbiamo sperimentato una fusione di sonorità rock, jazz e melodie arabe, culminata con una bella esibizione alla Casa del Jazz, lo scorso 30 Ottobre, insieme a musicisti del calibro di David Jackson e Amit Chatterjee, il chitarrista del grande jazzista Joe Zawinul.

samer 3C: Marwan, mi piace molto la foto che vediamo qui accanto. Con chi stai suonando? 

M.:  L’artista che sta con me é un grande musicista tunisino che si chiama Marzouk Mejri e prossimamente avvierò con lui un progetto di musica tunisina folk.

C: Benissimo Marwan, mi piace la musica tunisina folk, quindi sono contenta di questo futuro progetto con Marzouk Mejri e ti chiedo in anteprima di darmene notizia, quando sarà pronto; intanto ti faccio i miei complimenti e sono sicura che avrai successo. Spero di averti ancora ospite di questo blog, quando potrai ritagliare del tempo per noi, e ti ringrazio tantissimo, anche adesso, perchè so che sei molto impegnato ma, nonostante questo, hai pensato a noi.

Un carissimo saluto a te e alle nostre lettrici e lettori, con alcuni link per sentire la tua musica e apprezzare le tue collaborazioni artistiche. Alla prossima!

 

live in Marocco

 

Cinzia Merletti

Cinzia Merletti è musicista, didatta, saggista. Diplomata in pianoforte, laureata in DAMS, specializzata in Didattica e con un Master in Formazione musicale e dimensioni del contemporaneo. Ha scritto e pubblicato saggi sulla musica nella cultura arabo-islamica e mediterranea, anche con CD allegato, e sulla modalità. Saggi e articoli sono presenti anche su Musicheria.net. Ha all'attivo importanti collaborazioni con musicisti prestigiosi, Associazioni culturali e ONG, enti nazionali e comunali, Conservatorio di Santa Cecilia, per la realizzazione di eventi artistici, progetti formativi ed interculturali tuttora in corso.

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