Politica Zoom

Un quadro di riferimento per le rivoluzioni e per i sistemi politici futuri

Dar al Hayat (13/02/2012). Traduzione di Silvia Di Cesare

Il presidente Amine Gemayel ( ex presidente della Repubblica Libanese,NDR) ha proposto un quadro di riferimento per le rivoluzioni e per i futuri sistemi di governo, questo è il testo:

1- le ragioni positive:

Siamo contenti di vedere i popoli arabi sollevarsi contro i regimi dittatoriali nella speranza di ottenere la libertà, la democrazia e l’uguaglianza. Essi si incontrano con l’esperienza libanese e hanno confermato la scommessa libanese che confidava nella diffusione di questi principi in questa zona orientale del mediterraneo e del mondo arabo. È indispensabile che le rivoluzioni che perdurano nel mondo arabo si stabiliscano attraverso nuove normative. Ed è indispensabile che queste nuove normative proteggano la sovranità delle nazioni, l’indipendenza delle nazioni, la sicurezza della società e la dignità umana.

I primi slogan innalzati dai rivoluzionari facevano risuonare nelle piazze le richieste delle comunità arabe, come la libertà, la democrazia, lo stato civile e i diritti umani; ma sta ai nuovi sistemi la responsabilità di rispettare questi slogan e questi principi e di realizzare le istanze dei popoli della rivoluzione. Il sostegno del mondo ad una rivoluzione dipende dalla capacità di questa di condurre la società da una realtà di oppressione, repressione, discriminazione e disuguaglianza, ad una realtà di libertà, uguaglianza, diversità differenziata, di distinzione tra religione e stato: qualsiasi sia il cambiamento che intende perseguire.

Il nostro impegno nella questione dei diritti dell’uomo nel mondo arabo non è un gioco di potere, il concetto di pluralismo non è il potere dei numeri e i valori religiosi non sono i sistemi religiosi.

Negli interessi di queste nuove rivoluzioni che hanno dato modo al popolo arabo di scegliersi un domani migliore, ho pensato fosse utile sviluppare questa “carta” che può diventare una fonte di orientamento per il futuro delle rivoluzioni in corso e dei sistemi che verranno, un supporto intellettuale per le costituzioni future e le nuove leggi, una road map che ci protegga dalla frana.

2 – I principi e e i concetti

La libertà è una regina nata con la razza umana con la nascita dell’umanità stessa. Con essa non sono ammessi negoziati, accordi o sue codificazioni. La libertà comprende la libertà individuale e pubblica, la libertà sociale, la libertà religiosa e la libertà di credo giacché non esistono classificazioni per l’esercizio della libertà. Tutte queste libertà sono organizzate, unite l’una con l’altra, in leggi giuste redatte da uomini liberi. È inevitabile che queste leggi emergano, che amministrino la vita pubblica, seguendo il principio della libertà, e non per strangolarla , sminuirla o annullarla. Non permettere che la legislazione svenda la libertà, questo è il principio.

La parola umanità intende uomini e donne, ed è chiaro che i due sessi sono uguali davanti alla legge in quanto a diritti e doveri fintanto che essi sono uguali davanti alla vita e alla morte. È doveroso che l’uguaglianza si basi sull’efficenza e sulle capacità e sulle pari opportunità. In caso contrario si determinerà una discriminazione razziale e sessuale che porterà alla squilibrio, diventando una minaccia al concetto d libertà e alla sicurezza personale, familiare e sociale. Non violare il diritto di uguaglianza.

È nel diritto di tutti i popoli e di tutte le società resistere all’ingiustizia, all’oppressione e all’occupazione senza ricorrere al terrorismo, inteso come terrorismo internazionale . Il terrorismo è una lotta per l’autodeterminazione, la sovranità e l’indipendenza; ma un gruppo di persone non ha il diritto, con il pretesto della resistenza, di agire per conto dello stato e in maniera isolata nell’autodeterminazione di un popolo; né di monopolizzare la scelta della guerra, esponendo le altre società e le altre nazioni alle sue conseguenze. Non è legittimata nessuna resistenza che non scaturisca in un progetto di costruzione di uno stato e delle sue istituzioni.

Lo stato arabo contiene un elenco di innumerevoli gruppi appartenenti a razze, religioni , dottrine, fazioni e culture diverse. Questa situazione storica continua ad esistere ed esige che venga riconosciuto il diritto intrinseco al cittadino e a tutti i componenti dei popoli arabi di vivere nello stato godendo della sicurezza, della libertà e della dignità senza nessuna discriminazione individuale o sociale che avvenga a qualsiasi livello della vita ed in particolar modo a livello nazionale. La sicurezza di cui si parla è da intendere come la sicurezza data dalla consapevolezza di avere la legge dalla propria parte, e non come sicurezza personale.

Il fatto che il Medio Oriente sia la culla delle religioni del mondo, dona alla vita nazionale una dimensione spirituale che dovrebbe facilitare la creazione di uno stato di diritto in cui regni l’uguaglianza. Le religioni, come esse stesse proclamano, sono un fattore che dovrebbe aiutare a far sviluppare uno spirito di amore e di fratellanza tra i diversi gruppi e i diversi individui. È ovvio che gli insegnamenti religiosi prevedono la democrazia, la giustizia sociale e la legislazione civile. Al contrario è la legislazione civile che non assume una concezione laica a tradire gli insegnamenti spirituali di ogni religione.

L’estremismo in tutte le sue forme e le sue origini, è il risultato del nostro mondo, dai drammi individuali e sociali ai drammi di livello nazionale e religioso. È nostro dovere resistergli, alle sue cause e ai suoi risultati, per ridiscendere verso l’apertura, il dialogo e la comprensione, per costruire una società armoniosa e fraterna, senza la conquista e la prevaricazione, in cui la sfida sia essere solidali con l’altro e non vincere a suo discapito.

Il principio dell’eguaglianza non elimina i regolamenti o i trattati, effettuati all’interno dello Stato per consentire il bilanciamento delle varie componenti della nazione, purché esse siano libere ed efficienti e non subiscano alcun tipo di pressione, coercizione o intimidazione. È naturale prendere in considerazione i diritti fondamentali dell’uomo, così come le ambizioni del cittadino e le caratteristiche distintive di ogni società.

La democrazia si incarna nel sistema costituzionale e va di pari passo con l’esercizio della politica, con l’educazione culturale e con la responsabilità morale. Una democrazia sana si cristallizza con la separazione dei poteri, l’integrazione delle istituzioni, lo scambio regolare del potere tra le fazioni nazionali, l’adozione di un sistema elettorale che riflette la della rappresentanza politica, sociale e geografica. La legge elettorale non esclude nessun gruppo sociale, ma la maggioranza numerica tra le maggioranze è la rappresentazione concreta del pluralismo.

La filosofia dello Stato considera il popolo come un concetto non come un numero. In questo senso il popolo è la fonte del potere e dell’autorità. Il valore del popolo viene misurato in base al grado di adesione ai valori umani, lontano da settarismi, che permetta di costruire un patto sociale, demolendo le convinzioni culturali alla base delle divisioni settarie ed etniche e che giustificano l’utilizzo di giurisprudenze, canoni o fatwe che sono al di fuori dei canoni nazionali o della legislazione costituzionale.

L’autorità è responsabile della gestione degli affari della comunità e delle persone attraverso l’utilizzo della legge e non con l’utilizzo della violenza. Sta ai governatori rendere l’autorità un contesto familiare per i cittadini e un rifugio, come lo è la famiglia. Lo stato con la sua autorità non deve rappresentare un elemento di opposizione al cittadino, né un corpo che mira a comprimerlo. Così il cittadino rispetterà l’autorità senza temerla e senza sfuggirle. Ciò che aumenta l’interazione positiva tra l’autorità ed il cittadino è il decentramento, diventato fondamentale nei sistemi democratici moderni.

Il dovere del legislatore è di stabilire delle leggi che garantiscano il rispetto del cittadino in ogni società e che assicurino l’impegno per il progresso, per l’uguaglianza razziale e per il rispetto della coscienza dell’uomo, della sua visione e delle sue parole. L’essere umano è un creatura globale di per sé. L’appartenenza legale ad uno stato o ad una nazione non annulla e i suoi diritti generali in quanto uomo.

Il dovere del sistema è istituire una giustizia indipendente e imparziale che controlli il potere e rassicuri il cittadino. Ogni cittadino è un soggetto di diritto e dispone della protezione preventiva data dalla sicurezza della società in cui vive. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e al diritto per quanto riguarda i diritti ed i doveri. Nessun sistema ha il diritto di far espatriare un cittadino, di costringerlo ad abbandonare la propria patria o di negargli la libertà di movimento per motivi politici o relativi alla sua ideologia. La giustizia impedisce che un imputato sia costretto a svolgere lavori umilianti o sia vittima di torture che degradano i diritti fondamentali della persona.

La funzione di ogni sistema politico è quella di gestire gli affari del suo popolo al fine di raggiungere il benessere dei cittadini e di migliorare le loro condizioni di vita e di fornire la sicurezza sociale, la sanità, l’abitazione, un’opportunità di lavoro e di formazione. Il dovere di ogni sistema è quello di migliorare la società attraverso delle politiche che mirino a costruire un futuro migliore per le prossime generazioni; nel contesto di uno sviluppo sostenibile, in modo da mantenere le ricchezze delle nazioni e di sfruttarle per il bene della società.

Ogni stato arabo ha il diritto di ispirarsi a qualsiasi fonte per la propria legislazione che sia coerente con i precetti della separazione dei poteri e delle autorità, con i principi della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del 10 dicembre 1948 e con le raccomandazioni della Conferenza Mondiale di Vienna sui Diritti dell’Uomo del 25 giugno 1993. Questi articoli e queste raccomandazioni denunciano qualsiasi discriminazione o pregiudizio tra i cittadini e persone di altra nazionalità e di altra religione. Ciò non vuol dire che le società orientali debbano riprodurre fedelmente tutti i concetti morali caratteristici delle società occidentali, in quanto l’universalità dell’uomo come persona non cancella le peculiarità delle società.

Ogni paese arabo ha il dovere di rispettare la sovranità e l’indipendenza delle altre nazioni, e di non prender parte a nessun’azione ostile contro di esse che abbiano come scopo la dominazione, il controllo, espansione o l’occupazione. Ogni stato si deve impegnare a non ricorrere al terrorismo o alla violenza per risolvere le controversie tra di loro.

Gli sviluppi arabi ed internazionali danno alla Lega degli Stati Arabi la proprietà di sviluppare e di incrementare il suo ruolo, attraverso l’ammodernamento della sua struttura, la costruzione di nuove istituzioni e l’ampliamento del suo ambito d’azione per affrontare le nuove sfide e soddisfare le esigenze dei popoli arabi. Essa sorveglia la solidarietà e lo sviluppo sociale tra i vari stati arabi lontano dagli interessi e dalle dispute politiche . Il compito della Lega Araba è quello di svolgere un ruolo responsabile e autorevole nei confronti di tutti i regimi arabi che praticano la repressione di massa contro il loro popolo o parti della società, o nei confronti di qualsiasi regime arabo che commette crimini contro l’umanità senza essere influenzati dallo stato interessato.

3 – La garanzia costituzionale

Questi valori e principi devono essere inclusi nelle costituzioni e nelle leggi in vigore e quelle in trasformazione, esse andranno applicate con le leggi di diritto internazionale e con l’ideologia che esso comprende. In sostanza, nel mondo moderno nessun sistema, nessuna costituzione e nessuno stato avrà legittimazione se non rispetterà questo tipo di concetti e di principi. Poiché questi concetti hanno bisogno di essere difesi dalla normativa e di entrare nella mentalità dei popoli c’è bisogno che essi vengano rinforzati da accordi internazionali e da compagne di sensibilizzazione.

Questi valori costituiscono un insieme indivisibile, ogni principio è legato ad un altro, essi si intrecciano e si sovrappongono. Costituiscono i diritti fondamentali, naturali e ineluttabili per tutti le persone, tutti i cittadini e per la comunità. Fare delle differenze tra questi principi non vuol dire solo fare una distinzione tra i cittadini, ma vuol dire discriminare un uomo nei confronti di un altro uomo e compromettere l’equilibrio tra i diversi principi e la loro applicazione; oltre ad aprire le porte alla violenza individuale, di gruppo e di regime, cioè a tutto ciò per cui si sono scatenate le rivoluzioni arabe.

Noi ci troviamo all’alba di un nuovo giorno, per l’Oriente e per il mondo arabo. L’alba sta procedendo sotto gli auspici del sole della libertà e non solo, vi è anche al suo orizzonte la dignità umana.


Silvia Di Cesare

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