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Il terrorismo a Bruxelles: una tragedia anche per i musulmani

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Di Jihad El Khazen. Al-Hayat (24/03/2016). Traduzione e sintesi di Rachida Razzouk.

Il terrorismo colpisce Bruxelles. Quel giorno sono uscito da casa per recarmi alla conferenza organizzata da Quilliam Fondation, (un think tank londinese che si confronta con la sfida al terrorismo), sotto l’egida e gli auspici dello sheikh Fawaz bin Mohammed al-Khalifa, ambasciatore del Bahrein a Londra, sul tema della minaccia del terrorismo in Medio Oriente. Ho ascoltato e ho partecipato attivamente, ma i miei pensieri erano rivolti agli eventi di Bruxelles e attendevo, con ansia, la fine della conferenza per recarmi più velocemente possibile nel mio ufficio per seguire le vicende del Belgio.

Bisogna comunque partire dal concetto che vi sono due tipi di terrorismo in Medio Oriente che interessano il mondo: il terrorismo israeliano, che ora preferisco saltare in questa mia analisi, e il terrorismo operato da gruppi che si rivendicano come “islamici”, di cui, però l’Islam e i musulmani sono estranei alle loro azioni.

Nell’attentato di Bruxelles, sono stati uccisi più di una trentina di innocenti e un numero imprecisato di persone sono rimaste ferite. Quale colpa mai avrebbe un turista cinese o giapponese, o un dipendente che stava svolgendo il proprio lavoro?

Anche l’attacco al giornale Charlie Hebdo è terrorismo, così come l’attacco allo stadio o l’esplosione nel teatro Bataclan a Parigi o l’esplosione di un aereo russo con passeggeri di ritorno da Sharm el Sheikh. Il popolo russo, per lo più cristiani ortodossi, sostengono gli arabi. E se prendiamo il Libano, per esempio, troviamo città come Tripoli, Beirut e Sidone condivisa da musulmani sunniti e da ortodossi.

Daesh (ISIS), o fahesh [in arabo “osceno”, ndr], è terrorismo che uccide i musulmani, violenta le bambine, come lo sono il Fronte al-Nusra, Al-Qaeda in tutte le sue ramificazioni, anche Ansar Bait al-Maqdis, ovvero i veri nemici di Gerusalemme (terroristi che sostengono di essere musulmani, e uccidono soldati egiziani musulmani).

Quale sarebbe la causa che necessiti l’uccisione di persone innocenti? Le conseguenze di questo tipo di terrorismo è l’acuirsi del risentimento verso gli stranieri, che porta all’escalation di pressioni da parte di coloro che richiedono di deportare i rifugiati e gli immigrati e la popolazione musulmana stessa ne subisce le conseguenze, diventando oggetto delle accuse come se fossero essi stessi i terroristi.

Ora chiedo al lettore di mettere a confronto i terroristi che uccidono persone innocenti insultando l’Islam e gli studiosi musulmani che, invece, auspicano la tolleranza e la coesistenza utili alla costruzione della pace e alla promozione dei diritti umani, alla crescita economica sulla base dello scambio di interessi.

La conferenza di Londra era di questo tipo. I relatori hanno evidenziato le attività dei gruppi estremisti che operano sotto la bandiera del jihad, come ad esempio il sedicente Stato Islamico che commercia tramite il contrabbando del petrolio e distrugge siti archeologici e violenta bambini. Il jihad che conosco io è d’obbligo solamente quando un paese musulmano viene occupato o colonizzato; oppure, quando i nemici attaccano un paese musulmano il fedele può andare in soccorso ai suoi fratelli.

Spero di vivere per vedere il giorno in cui i terroristi verranno sconfitti, siano essi israeliani o appartenenti a Daesh, per vivere in una nazione libera e dignitosa.

Jihad El Khazen è editorialista e giornalista del quotidiano arabo Al-Hayat.

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Roberta Papaleo

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