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La rivoluzione necessaria nell’istruzione universitaria

Di Ahmed Saqar Ashour. Al-Ahram (31/10/2014). Traduzione e sintesi di Marco Bailo.

L’istruzione universitaria rappresenta il motore di un progresso che non può realizzare una rinascita e uno sviluppo continui, crescenti ed equi senza che essa abbia un ruolo chiave nello sviluppo della nazione. Recentemente in Egitto sono state fatte due rivoluzioni contro delle politiche che portavano all’impoverimento e alla marginalizzazione di ampi strati della società dal punto di vista economico, sociale e politico. Questi due processi sono legati alla regressione dello sviluppo e al rallentamento del progresso nella maggior parte degli aspetti della vita e, fra quelli, nell’istruzione.

L’istruzione superiore ha subito gran parte del suo indebolimento e della sua regressione negli ultimi tre decenni, dopo che le università egiziane hanno goduto di fama e grande prestigio durante gli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta del secolo scorso a livello internazionale e regionale. Queste sono precedute da molte università arabe, in cui i professori egiziani hanno prestato servizio nel momento della fondazione e nella redazione dei programmi, fornendo un contributo al loro sviluppo. Il collasso e la regressione delle istituzioni dell’istruzione universitaria è un risultato dell’incapacità di comprensione da parte del sistema che ha governato l’Egitto durante gli ultimi tre decenni e, forse, della cattiva intenzione di disinteressarsi della costruzione e dello sviluppo dell’essere umano.

In Egitto, il livello di disfacimento dell’istruzione superiore è arrivato al suo picco durante gli ultimi due decenni e ciò è chiaro dalla regressione degli indicatori internazionali relativi all’istruzione superiore e, in generale, dall’indicatore di sviluppo umano. Non vi è stata una strategia di sviluppo che ha dato all’istruzione superiore le giuste priorità e l’orientamento necessari per raggiungere alcuni obiettivi, come la formazione dei quadri della pubblica amministrazione, la produzione di conoscenza e di ricerca o la promozione dello sviluppo tecnologico. In poche parole, non vi è stato un giusto uso degli sforzi e delle risorse allocate.

Il periodo di transizione fra le due rivoluzioni è stato molto turbolento ed ha rivelato molte delle lacune e degli squilibri che hanno colpito l’istruzione universitaria negli ultimi tre decenni. Le dimostrazioni degli studenti e dei loro movimenti politici nelle università pubbliche hanno preoccupato molti ministri che avevano in carico la gestione dell’istruzione superiore. Di conseguenza molti alti funzionari di questo settore si sono dimessi con la promessa, da parte delle istituzioni, di intraprendere delle reali iniziative di riforma.

L’istruzione superiore rappresenta uno dei principali meccanismi di costruzione del futuro delle nazioni. La desiderata rivoluzione egiziana non può tollerare altre attese o un freno alle riforme, perché ciò rappresenterebbe un’interruzione nel cammino del progresso, dello sviluppo e della giustizia per le quali gli egiziani hanno lottato e per la cui realizzazione hanno fatto due rivoluzioni. L’ultimo discorso del presidente Sisi all’Università del Cairo in onore degli studenti migliori lascia intravedere la preoccupazione di promettere le riforme e la realizzazione della desiderata rivoluzione dell’istruzione.

Ahmed Saqar Ashour è professore presso l’Università di Alessandria.

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Roberta Papaleo

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