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Passaggi: “Rapsodia irachena” di Sinan Antoon

L’autore iracheno Sinan Antoon ci parla della scrittura in questo passaggio del suo libro “Rapsodia Irachena”. Il protagonista è stato rinchiuso in carcere e sembra che solo le lettere dell’alfabeto arabo siano in grado di salvarlo dalla pazzia della reclusione e dei soprusi.

Il bianco della carta mi seduce, offrendomi la libertà di vagabondare nella mia solitudine. Squarcerò la superficie del silenzio con i miei deliri. Le parole si trasformeranno in esseri mitologici, che scaveranno un tunnel e mi porteranno fuori. Oppure saranno dei prismi che appenderò tutt’attorno a me per guardarci attraverso.

Ansioso, ho tracciato un punto interrogativo e sono rimasto a fissarlo per ore. Ricambiava il mio sguardo e poi, all’improvviso, si è sollevato staccandosi dal suo puntino e ha detto:

“Ti faccio dono di me, prendimi e fa’ di me ciò che vuoi! Sarò una falce con cui mietere i dubbi che ti consumano. Oppure piantami dove vuoi e io crescerò e ti proteggerò da tutti loro”.

L’ho afferrato per la vita ed eccolo duttile come l’argilla. L’ho capovolto, l’ho piegato e ho trasformato il suo puntino in una lettera hamza, e così il punto interrogativo è diventato una lettera kaf.

da “Rapsodia irachena” di Sinan Antoon


Claudia Negrini

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