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L’incanto turchese di Samarcanda

“Samarcanda: crocevia di culture”. Fondata nel 7° secolo A.C. con il nome di Afrasiab, poi distrutta da Genghis Khan del 13° secolo, Samarcanda ha vissuto l’epoca di maggior sviluppo nel periodo dell’impero Timuride, tra il 14° e il 15° secolo, e i suoi siti monumentali sono oggi dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

La città era parte del regno turco quando, nel 712, viene conquistata da Khuteiba-ibn-Muslim e la cultura islamica inizia a penetrare nella regione. I governatori arabi trasformano gli antichi templi in moschee, centri amministrativi e luoghi di cultura, corti e tesorerie.

Capitale del potente impero Timuride con Tamerlano, condottiero fondatore dell’impero stesso, nel 14° secolo Samarcanda è deposito dei ricchi materiali dei territori conquistati che si estendevano dall’Asia centrale alla Persia, all’Afghanistan, all’India. Rimane la capitale culturale timurida fino al regno di Ulugh Bek (1409-49) e dei suoi successori.

Nella meravigliosa piazza Registan, al centro della città, convergevano, al tempo di Tamerlano, le sei principali vie che si riunivano presso un gran bazar a cupola. Ulugh Bek nel 1447 inizia ad ampliare il complesso costruendo la solenne madrasa Ulugh Bek, un khanekah (un convento di dervisci), un complesso di bagni, una moschea e un caravan serraglio. Con il trasferimento della capitale da Samarcanda a Bukhara, piazza Registan va in rovina e nel 17° secolo il governatore Yalangtash volle altre due madrasa per rendere più omogeneo lo spazio urbanistico e restituire dignità al centro della città: la madrasa Tiliya Kari e la madrasa Shir Dor.

Complessi come il Registan, hanno giocato un ruolo chiave nello sviluppo dell’architettura islamica dell’intera regione, dal Mediterraneo al subcontinente indiano.

Accanto al Registan, ci sono altri monumenti che rendono Samarcanda tanto incantevole. Il mausoleo di Gur-e Amin, tomba dello stesso Tamerlano, la moschea di Bibi-Khanoum, la necropoli di Shah-e Zinda… ma facciamo parlare la gallery!


Emanuela Barbieri

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