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Yarmouk resta un purgatorio desolato della Siria

Di Talal Alyan col contributo di Nidal Bitari. Vice News (07/03/2014). Traduzione e sintesi di Claudia Avolio.

Yarmouk resta un purgatorio desolato: l’unica possibilità, per i 18 mila palestinesi che stanno morendo di fame intrappolati nel campo, è aspettare. “Abbiamo aspettato che l’assedio finisse. Abbiamo aspettato i cartoni [degli aiuti]. Abbiamo aspettato che il mondo ci notasse: non facciamo altro che aspettare e morire”, è la testimonianza di un rifugiato. La situazione è andata di male in peggio quando la fragile tregua raggiunta a gennaio è stata interrotta dal rientro nel campo dei combattenti del Fronte al-Nusra. Mentre l’UNRWA distribuiva gli aiuti, hanno fatto irruzione sparando in aria: l’agenzia ha lasciato subito la zona.

Il ritorno a Yarmouk del Fronte al-Nusra, affiliato ad al-Qaeda, è avvenuto domenica scorsa insieme ad alcuni componenti dell’ISIS e di un gruppo legato al Libero Esercito Siriano dal nome Aknaf Bait al-Makdes. La breve dipartita dei combattenti non aveva migliorato molto le condizioni di estrema sofferenza vissute dal campo a causa dell’assedio che – nella sua forma parziale – è stato imposto dal regime di Assad già dal dicembre 2012. L’assedio non è mai finito, anche quando l’UNRWA è riuscita a distribuire gli aiuti non sufficienti per una popolazione che continua a morire di fame.

“Siamo stati umiliati giorno dopo giorno”, dice un residente che vuole essere identificato come Abo al-Majd. “Siamo arrivati a un punto tale da aver pensato che le opzioni fossero lottare oppure morire. Ci stanno lasciando morire. E pensavano che l’assedio sarebbe finito solo perché i combattenti se ne erano andati! Invece la situazione non è cambiata granché: non ci sono medicine, c’è pochissimo cibo. Cerchiamo sempre da mangiare”. Durante la tregua il FPLP/CG alleato del regime siriano ha arrestato 25 studenti mentre cercavano di lasciare il campo: non si sa che fine abbiano fatto.

Questo e altri motivi di scontento avrebbero causato il rientro del Fronte al-Nusra: improbabile, comunque, che il loro sia stato mero altruismo. Lo stesso FPLP/CG ha dispiegato 150 combattenti in risposta al rientro dei gruppi d’opposizione e ne sono nati scontri. Queste le richieste del Fronte al-Nusra: l’ingresso nel campo di farina e carburante, la riapertura degli ospedali, il rilascio dei detenuti palestinesi e l’immediata ricostruzione di quanto distrutto. Il regime siriano ha avvertito che se i gruppi non lasceranno il campo, l’area verrà invasa dalle sue truppe.

Secondo alcuni attivisti, i combattenti dell’opposizione si starebbero preparando a uno scontro col regime. “Gran parte di noi sente che ciò non può finire bene,” spiega Abo al-Majd, “nessuno ha più speranza: se ne è andata dal campo”. Chi resta a Yarmouk è terrorizzato all’idea di quel che potrebbe prospettarsi come un imminente massacro. Tutto ciò che possono fare, ancora una volta, è aspettare.

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Claudia Avolio

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