Egitto Media Zoom

Visualizing Egypt: alla scoperta della manipolazione dei media egiziani

Jadaliyya (15/05/15). Traduzione e sintesi di Cristina Gulfi.

Negli ultimi due anni, l’Egitto è stato testimone di una rinnovata censura sui media. Mentre alcuni aspetti rievocano il regime prima della rivoluzione, altri sono nuovi per scopi e modalità. Nel tentativo di documentare la struttura della censura in Egitto, Visualizing Impact e Mada Masr hanno collaborato alla creazione di una serie di poster infografici, il primo dei quali è stato pubblicato il 3 maggio scorso, in occasione della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa.

Nasce così Visualizing Egypt, dall’unione tra la competenza di Visualizing Impact nel campo della tecnologia e della direzione artistica e dalla conoscenza dell’Egitto offerta da Mada Masr.

Visualizing Egypt mediaIl primo poster, Shadowed Signals, illustra le diverse pratiche di censura e la loro funzione volta ad impedire la diffusione di un messaggio. Unendo informazioni provenienti da organizzazioni per il monitoraggio dei media e dalla stampa locale ed internazionale, dipinge una metafora visiva di come gli eventi del mondo reale vengono filtrati o del tutto oscurati. Il punto saliente è che la stampa generalista (sia pubblica che privata) è incline, o complice, a silenziare o manipolare certi messaggi prima ancora che vengano trasmessi.

Negli ultimi vent’anni, in parallelo con la liberalizzazione dell’industria dei media in Egitto, la censura si è sistematicamente materializzata in modo sia formale che informale. Nel primo caso, lo Stato ha usato la sua sovranità, sotto forma di strumenti giuridici come clausole costituzionali e leggi sui media, per sfidare i media indipendenti. Dalla persecuzione dei giornalisti alla chiusura di organi di stampa, la via legale si è rivelata efficace per reprimere la libertà d’espressione.

Gli ultimi due anni non fanno eccezione: la Costituzione del 2014 contiene molte clausole che limitano le libertà dei media, oltre alle leggi già esistenti. Il risultato è che molti giornalisti sono dissuasi dall’affrontare storie ritenute delicate o dal rivelare le violazioni sanzionate dal regime.

Verosimilmente, è questa la forma principale di censura, quella informale o leggera, che gioca un ruolo molto ampio nella limitazione della libertà d’espressione. L’altro aspetto significativo dell’autocensura è che essa è il frutto di un allineamento volontario col regime al potere. Molti media corporativi, infatti, hanno giurato fedeltà all’autorità attuale.

Un’altra forma di censura informale consiste nel domare le voci. La sparizione di voci critiche dal panorama dei media, sia come ospiti in TV che come editorialisti sui giornali, ha creato dei vuoti nella copertura. Sebbene le circostanze dietro queste scomparse restino in molti casi sconosciute, le liste nere di attivisti e il mancato rinnovo di accordi contrattuali indicano il desiderio di mettere a tacere i giornalisti.

Visualizing Impact è un laboratorio per l’innovazione che unisce dati scientifici, tecnologia e design. Crea strumenti d’impatto che mettono in evidenzia questioni sociali cruciali in tutto il mondo.

Mada Masr è un’organizzazione di media nata due anni fa. Produce contenuti di approfondimento sull’Egitto, sia in arabo che in inglese. Il suo obiettivo è creare un modello di media indipendente e sostenibile, esaminando e mettendo continuamente in discussione il sistema nel quale si muove.

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I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Arabpress.eu


Cristina Gulfi

1 Commento

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  • Attenzione, la liberta, la democrazia, non deve essere all’italiana = OGNUNO FA COME GLI PARE E PIACE ma deve essere un risultato FINALE di un confronto aperto tra le parti, e qui entra la manipolazione che DEVE ESSERE EVITATA. Ma attenzione liberta non vuol dire che tutti parlano senza un coordinamento, senza una programmazione, senza il merito necessario per avere accesso a parlare, altrimenti e’ confusione e’ anarchia, e questo non serve a nessuno. Importante, maggioranza ed opposizione si debbono rispettare e non deve accadere che la minoranza reclama sempre, la minoranza si deve sforzare a diventare piu’ forte, valida, propositiva, attiva della maggioranza.

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