Cultura Mediterraneo Zoom

Uninettuno-Copeam: “Il valore aggiunto della cooperazione internazionale

di Katia Cerratti

Da una sponda all’altra del Mediterraneo, in un momento storico in cui le acque del Mare Nastrum sono agitate da fermenti e rivendicazioni in nome della libertà e dei diritti umani basilari, a Baghdad come a Tunisi, a Beirut o a Marrakech, la cooperazione internazionale rappresenta lo strumento più efficace per promuovere il dialogo tra i popoli e lo sviluppo in vari settori, non ultimo quello dell’audiovisivo.  E’ in questa direzione che l’università telematica UniNettuno e la Copeam, (Conferenza Permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo), da anni sinergicamente  impegnate per sviluppare progetti volti a formare e valorizzare le preziose risorse di una regione tanto problematica quanto ricca di potenzialità, hanno dato vita ieri, presso il Macro Asilo a Roma, a un incontro dibattito nell’ambito della 25esima edizione del MedFilmFest, dal titolo “Formare i nuovi talenti dell’audiovisivo Mediterraneo: il valore aggiunto della cooperazione internazionale”.

L’evento, moderato da Micol Pancaldi, responsabile delle relazioni internazionali e dei progetti Copeam e esperta di formazione e cooperazione con i paesi MENA (Medio Oriente e Nord Africa), è stato organizzato per illustrare i risultati  del progetto internazionale legato al programma Erasmus + FIEST (Formation Internationale à l’écriture de Séries), che mira a formare giovani registi e autori di serie tv del Mediterraneo coniugando tecnologia, cinema e cultura, attraverso l’insegnamento a distanza dell’Università telematica e in collaborazione con le scuola di cinema Insas di Bruxelles, la Ensav di Tolosa, la Alba (Académie Libanaise des Beaux Arts) di Beirut, la Esac (Ecole Supérieure de l’Audiovisuel et du Cinéma) di Tunisi, la Esav di Marrakech, e France Télévisions, presenti all’incontro attraverso alcuni dei loro rappresentanti: per ALBA di Beirut Rosy Raggi, direttrice del dipartimento TV, per l’Esac di Tunisi Noura Nefzi, direttrice didattica, per France Télévisions Anne Didier, vice direttrice fiction.

Tra gli interrogativi che hanno veicolato il dibattito, innanzitutto le priorità da dare agli obiettivi formativi, l’attuale potenziale creativo nei rispettivi Paesi,  le prospettive e le evoluzioni da individuare nel futuro di questi giovani talenti, gli ostacoli che ancora oggi limitano le loro carriere, il ruolo della collaborazione Sud-Sud e Nord-Sud fra scuole e scuole e fra quest’ultime e altri operatori del settore, come istituzioni, broadcaster e produttori.

Nel corso dell’evento è stato presentato anche il primo Corso in modalità MOOC (Massive Open Online Course) dal titolo “La Bible d’une série Tv” di UniNettuno, che insegna a tutti gratuitamente come scrivere la “Bibbia” di una serie televisiva. Nato dall’accordo siglato da UniNettuno e Copeam con EADTU (Associazione Europea delle Università a distanza), il corso è composto di 10 lezioni selezionate dai moduli registrati di FIEST, che spaziano dalla dinamica degli episodi seriali ai generi, analizzando diversi casi studio per la scrittura televisiva con videolezioni a cura di autori, registi  e produttori internazionali, tra i quali l’autore di Gomorra Stefano Bises, il produttore e lo sceneggiatore di Montalbano Carlo degli Esposti e Stefano De Mola, Carla Singer, produttrice di La Signora in Giallo e Cosetta Lagani, già Direttrice di Sky 3D e del Cinema d’Arte Sky.

Un evento dunque, che oltre a confermare l’impegno di UniNettuno e Copeam in questa missione, ha ribadito ancora una volta l’importanza del linguaggio universale dell’arte e del cinema, non solo nel dialogo e nella  cooperazione ma anche e soprattutto come strumento per conoscere le diversità che ci uniscono e sviluppare professionalità e competenze, attraverso nuove piattaforme digitali e coproduttori che, malgrado le non poche difficoltà dovute a carenze infrastrutturali, di filiera e di finanziamenti, unendo locale e globale, si stanno facendo strada verso una nuova industria creativa che vede protagonisti una nuova generazione di talenti. Il compito delle scuole di cinema è proprio quello di formarli attraverso strumenti tecnici, creativi e produttivi volti a incoraggiare la produzione di queste giovani generazioni di registi e autori di cinema e serie televisive che, attraverso le loro opere, ci mostrano quelle realtà solo apparentemente così lontane ma che purtroppo conosciamo ancora troppo poco e non senza pregiudizi.


Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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