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Scrittori arabi in Germania: il fermento della letteratura

Di Marcia Lynx Qualey. Your Middle East (20/11/2016). Traduzione e sintesi di Giusy Regina

La letteratura arabo-tedesca ha origine prevalentemente negli anni ’70-’80 del secolo scorso. Nella Repubblica Federale Tedesca in particolare, tre autori hanno cominciato ad attirare l’attenzione nel 1980, con una letteratura che allora si chiamava “Gastarbeiterliteratur”; essi sono Jusuf Naoum, Suleman Taufiq e il più noto Rafik Schami. Nell’ex Repubblica Democratica Tedesca invece il poeta e scrittore siriano Adel Karasholi ha conquistato il pubblico tedesco già intorno al 1970. La maggior parte degli scrittori arabo-tedeschi che scrive in lingua tedesca è ancora di prima generazione e la maggior parte ha iniziato a scrivere anche in arabo ad un certo punto della carriera.

1) Abbas Khider 

Abbas Khider è forse il più noto autore arabo che scrive in tedesco. Khider è nato a Baghdad nel 1973 e ha cercato asilo in Germania nel 2000. Ha pubblicato il suo primo romanzo in tedesco nel 2008, il divertente e commovente Der falsche Inder. Quello stesso anno, Khider aveva detto che non avrebbe mai pensato di scrivere in tedesco, ma poi un giorno, gli studenti dell’Università mi hanno detto che sapevano che scrivevo poesie ma che non riuscivano a capire una sola parola in quanto erano in arabo. Così mi hanno chiesto di scrivere anche in tedesco. Ho risposto ‘Perché dovrei scrivere in tedesco? Perché non imparate l’arabo invece?’ Poi ho ripensato a questa cosa e ho scritto una storia in tedesco e l’ho inviata a sette miei amici. Volevo che loro mi dicessero o ‘Abbas, continua a scrivere in tedesco’ oppure ‘Abbas, smetti di scrivere in tedesco’. Tutti hanno dato una risposta positiva e così ho scritto il mio primo romanzo. Si tratta di un viaggio in cui Rasul Hamid descrive gli otto modi per fuggire dall’Iraq e trovare una nuova casa.

Khider ha pubblicato altri due romanzi in tedesco: Die Orangen des Präsidenten nel 2011 e Brief in die Auberginenrepublik nel 2013. Gli è stato inoltre riconosciuto il Premio Domin Hilde per la letteratura in esilio e il Nelly-Sachs-Preis.

2) Rafik Schami

Rafik Schami – autore di best-seller molto noto in Germania – è l’altro autore arabo ad aver vinto il Nelly-Sachs-Preis nel 2006. Nato in Siria nel 1946, Schami studiato a Damasco e ha cominciato a scrivere racconti in lingua araba verso la metà degli anni ’60. Ma ha lasciato la Siria nel 1970 e si è trasferito in Germania, dove ha continuato i suoi studi in chimica. Nel 1978, Schami ha pubblicato il suo primo romanzo in tedesco e nel 1980 ha co-fondato un gruppo letterario in Germania.

Ha pubblicato ad oggi più di 24 romanzi.

Gli sono stati riconosciuti numerosi premi, tra cui una preselezione per il Premio Independent Foreign Fiction nel 2010, insieme a Anthea Bell, per Dark Side of Love. Ha vinto il Mildred L. Batchelder Award nel 1991.

3) Khaled al-Maaly

Khaled Al-Maaly, nato nel 1956 ad Al-Samawa in Iraq, è conosciuto in Germania come poeta, ma se è anche un importante editore arabo.

Al-Maaly ha scritto e pubblicato il suo primo volume di poesie a Baghdad nel 1978. Ha lasciato il Paese subito dopo, finendo nel 1980 a Colonia, in Germania, dove ha fondato la casa editrice Al-Kamel Verlag nel 1983. Scrive poesie in arabo e in tedesco e ha tradotto varie opere di poeti arabi. Il suo primo lavoro in tedesco, Gedanken über das Lauwarme, è stato pubblicato 1989.

In un’intervista per ArabLit, al-Maaly ha detto che la sua poesia sarebbe stata molto diversa se fosse rimasto in Iraq: Ogni poeta è figlio del suo posto e del suo tempo; io ho dovuto lasciare l’Iraq per motivi validi, ho inoltre viaggiato in altre città, conoscendo diverse culture e paesaggi. Tutte queste ragioni hanno portato la mia scrittura ad essere diversa rispetto a come sarebbe stata se fossi rimasto in Iraq. Lì infatti la mia voce sarebbe stata probabilmente soffocata a causa della realtà che si vive. Se fossi rimasto in Iraq, la mia scrittura sarebbe stata completamente diversa.

4) Ghazi Abdel-Qadir

Ghazi Abdel-Qadir è nato nel 1948 nei pressi di Nazareth, in Palestina. Andò a scuola prima in Giordania, poi in Germania. Dopo aver lavorato come traduttore e docente, Abdel-Qadir si è dedicato alla scrittura di romanzi ed è noto come autore di opere per bambini e giovani. Ha vinto anche numerosi premi letterari.

Il suo primo libro, Abdallah und ich, è stato pubblicato nel 1991. Uno dei più noti è Die sprechenden Steine (The Talking Stones).

Anche se le sue opere sono state tradotte in più di 24 di lingue, non sono mai state tradotte in Inglese.

5) Sherko Fatah

Sherko Fatah è nato a Berlino Est nel 1964 da famiglia metà irachena e metà tedesca. Il patrimonio curdo è presente nei libri di Fatah sia per i luoghi che per i personaggi a cui si ispira.  Anche se è nato a Berlino infatti, egli ha trascorso molto tempo in Iraq quando era bambino.

Fatah ha vinto una serie di premi, a partire dall’Aspekte-Literaturpreis nel 2001 e più recentemente l’Adelbert von Chamisso-Preis nel 2015 e lo Stadtschreiber von Bergen nel 2016. In un’intervista del 2014, Fatah ha parlato dei confini: Innanzitutto la natura del confine stesso: nella mia esperienza le regioni di confine sono sempre state selvagge e incontrollate. Questo è particolarmente evidente nel Kurdistan in Iraq, che ora cade a pezzi e che è stato oggetto sia del mio primo romanzo che di altri successivi. Inoltre questi confini sono stati disegnati in modo completamente arbitrario.

6) Rasha Khayat

La traduttrice Katy Derbyshire scrive di lei: Una delle mie scrittrici preferite in assoluto è Rasha-Khayat, una donna di seconda generazione di origine tedesco-saudita, tradotta anche in inglese e arabo. Il suo romanzo d’esordio è WEIL WIR LÄNGST WOANDERS SIND ed è ambientato principalmente a Jeddah.

Marcia Lynx Qualey è una scrittrice che si occupa di Letteratura Araba.

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I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Arabpress.eu

Photo Credit: Abbas Khider al Leipzig Book Fair 2016
Heike Huslage-Koch, Wikimedia


Giusy Regina

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