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Perché i regimi arabi si schierano con la strategia di Netanyahu?

I paesi arabi, guidati dagli Emirati e dal Bahrein, rompono gli indugi e si schierano definitivamente con Israele dopo averlo favorito indirettamente sostenendo la soluzione ufficiale dei due stati

di Lamis Andoni, al-Araby al-Jadeed, (11/10/2020). Traduzione e sintesi di Pietro Menghini

Continuano le trattative segrete tra arabi e israeliani, senza accordi, nè ufficiosi nè ufficiali. Gli stati arabi intanto rimangono in silenzio di fronte alla strategia di Netanyahu e accettano di fatto la normalizzazione dei rapporti con Israele. Questo silenzio, che va di pari passo con gli accordi firmati, dà forma alla sempre più forte narrazione politica del primo ministro israeliano.

Il rafforzarsi di questa narrazione porterà probabilmente alla firma di nuovi accordi, con tutti gli stati del Golfo e la Giordania. La normalizzazione dei rapporti tra gli stati arabi e Israele non solo facilita gli accordi economici e politici, ma dà anche il via libera alla strategia israeliana di isolamento dei palestinesi. Questa politica isolazionista mira a far diventare i palestinesi un corpo estraneo nella regione e ad assegnare ad Israele il ruolo di ” stato originale”.

Tutte le forme di normalizzazione, che vanno avanti con o senza gli accordi, vanno a beneficio del progetto sionista e in questa direzione va anche l’accordo con il Bahrein, copia di quello con gli Emirati. L’Oman invece, pur proclamando la sua opposizione all’occupazione,  si fa promotore della normalizzazione dello stato ebraico in Medio Oriente. La ripresa dei rapporti diplomatici con i paesi arabi crea uno squilibrio di potere in favore di Israele e paesi come la Giordania perdono così la possibilità di qualunque opposizione al piano sionista.

La strategia dell’isolamento dei palestinesi, a cui non si lascia altra scelta che la schiavitù o la resa, era già stata sperimentata ma mai applicata del tutto, se non fino all’entrata in gioco degli statunitensi. Questo ha permesso di iniziare il processo di rimozione della questione palestinese dalla retorica e dalle agende politiche dei paesi arabi, sostituendola con lo slogan di “convivenza e pace”, che nasconde l’annientamento dei palestinesi e la vittoria del progetto sionista. Durante tutta la storia dei tentativi di risolvere la questione israelo-palestinese, il popolo palestinese è sempre stato ignorato e gli interlocutori privilegiati sono sempre stati i regimi arabi. Tutti gli accordi firmati con il beneplacito dei paesi arabi hanno infatti impedito ai palestinesi di decidere del proprio destino.

Gli accordi di Oslo del 1993 hanno permesso ad Israele di iniziare a stabilire relazioni diplomatiche con molti paesi arabi, i quali, sostenendo pubblicamente la soluzione dei due stati, hanno avuto mano libera per riprendere i rapporti con Israele, salvando così la loro posizione di difensori della causa palestinese e allo stesso tempo i loro rapporti con lo stato ebraico. L’opinione più diffusa tra i ricercatori è però che la normalizzazione di Israele porterà all’isolamento dei palestinesi e non alla creazione di due stati.

Tale soluzione, sostenuta dalla pressione statunitense sui paesi arabi, richiederà la rinuncia dei palestinesi alla loro storia, oltre che ai loro diritti. L’idea diffusa è che però basterebbe che i palestinesi diano il loro assenso alla pace perché tutti i problemi si risolvano. Proprio per questo la narrazione mediatica si concentra sulle “operazioni di pace”, che portano ai trattati con Egitto, Giordania ed Emirati. Nonostante ciò, almeno in Giordania e in Egitto, la popolazione continua a vedere Israele come il nemico principale.

Infatti, la diplomazia americana si concentra sugli Emirati, dove il discorso dei media è avverso ai palestinesi, e sul Golfo in generale, con la sua ricchezza di risorse. Ormai però, chi apertamente come gli Emirati, chi in silenzio, come gli altri paesi arabi, tutti accettano la normalizzazione dei rapporti con Israele e sono pronti a pagare l’altissimo prezzo di questi accordi: l’abbandono del popolo palestinese.

Lamis Andoni è una giornalista indipendente esperta di conflitto arabo-israeliano, scrive per al-Araby al-Jadeed e per altri giornali tra cui al-Jazeera in Inglese.

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