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Nozze forzate per giovane musulmano gay: condannati i familiari a Berlino

musulmani germania(El País). All’età di 15 anni, Nasser El-A, giovane musulmano di origini libanesi nato a Berlino, ha confessato ai suoi amici di essere omosessuale. Quando la notizia è giunta alla famiglia, per Nasser ha avuto inizio un calvario che si è concluso solo lo scorso giovedì, quando una corte tedesca ha condannato il padre e due suoi zii al pagamento di una multa di 1.350 euro per aver tentato di portarlo con la forza in Libano e costringerlo a sposarsi.

Quando il padre e gli zii di Nasser, oggi 18enne, vennero a sapere della sua omosessualità, minacciarono di ucciderlo. Sfuggito alla famiglia una prima volta, la madre lo convinse a tornare, ma ad aspettarlo c’era la decisione della sua partenza per il Libano per darlo in sposo “a una bella ragazza”. Nasser fuggì di nuovo e denunciò il suo caso alle autorità, che revocarono ai genitori il diritto di custodia ed emanarono un divieto per il quale il ragazzo non avrebbe potuto lasciare il Paese.

Il 10 dicembre 2012, Nasser tornò a casa dai suoi genitori, che però alla prima occasione lo drogarono e lo caricarono su una macchina diretta in Libano attraverso la Bulgaria. Alla frontiera con la Romania, gli agenti della dogana con l’aiuto dell’Interpol riuscirono a identificare la macchina e a salvare il ragazzo. A quel punto, Nasser denunciò il suo caso di fronte alla giustizia.

Due settimane prima del processo, Nasser ha deciso di raccontare la sua storia alla stampa nel tentativo di rompere i tabù che dominano alcuni nuclei familiari di origine musulmana. Il caso di Nasser non è l’unico: nel 2013, le autorità di Berlino hanno registrato ben 460 casi di matrimoni combinati, dei quali 29 riguardanti giovani omosessuali musulmani o polacchi cattolici.

 

Roberta Papaleo

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