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Novità eBook: “Lettere da Guantanamo” sui prigionieri yemeniti

Un'inchiesta esclusiva sulle famiglie degli ultimi detenuti yemeniti a Guantanamo fatta sul campo da Laura Silvia Battaglia

“Uccidetelo se è colpevole, uccidetelo. Così smetteremo di sperare inutilmente”. Le parole di Amina al-Raeyee continuano a rimbalzare con un’eco secca come una schioppettata tra i miei timpani. Questa “sorella coraggio”, con una vicenda che ha dell’incredibile, mi costringe a fare i conti con i sussulti della storia, da 20 anni a questa parte. Suo fratello Salman è detenuto a Guantanamo da 13 anni ed è in attesa della liberazione, quella che tutte le famiglie dei 112 detenuti yemeniti di Guantanamo aspettano da molti anni inutilmente. La sua storia è un concentrato delle sovrapposizioni politiche e degli interessi strategici che hanno stretto il Paese in una morsa già da prima dell’11 settembre, dove le vicende private fanno risaltare la sottile linea grigia che unisce governi, corruzione, spionaggio e controspionaggio, terrorismo, povertà, ambizione. La storia è anche la cartina di tornasole di una gioventù affamata e desiderosa di riscatto e giustizia sociale, che trova un ideale superiore nella religione islamica, rinvigorendo la dimensione politica. Dall’altra parte, in pochi sono coloro che si sono battuti e si stanno battendo per la chiusura di Guantanamo Bay, la prigione straordinaria più impunita del mondo. Eppure, l’odio di Daesh è partito da lì.

A chi mi chiede perché proprio oggi un libro su Guantanamo, corredato dalle immagini esclusive delle lettere spedite dai detenuti alle famiglie dal loro campo di detenzione, la risposta è pronta: c‘è una parte della storia recente con cui tutti noi ancora facciamo i conti e parte di questa storia si annoda nello stesso luogo. Questa storia si chiama GITMO.


Giusy Regina

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