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Mohammed Hassan Alwan, vincitore dell’Arabic Booker 2017

Mohammed Hassan Alwan
Dal blog Mille e una pagina di Claudia Negrini

Lo scrittore saudita Mohammed Hassan Alwan è il vincitore della decima edizione dell’International Prize for Arabic Fiction (IPAF), anche conosciuto come Arabic Booker.

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, però, ecco come funziona: ogni anno le case editrici arabe scelgono tre romanzi da consegnare alla giuria dell’IPAF, dopodichè vengono selezionati i libri della longlist, poi i finalisti e infine il vincitore dell’anno. Oltre a una maggior visibilità, il vincitore riceve anche una sovvenzione per la traduzione in inglese e la conseguente pubblicazione. Non male, eh?

Insomma, quest’anno ha vinto il romanzo “Una piccola morte” (“Mawtun saghiratun” in arabo), dedicato al filosofo, poeta e mistico sufi Ibn Arabi, vissuto tra il XII e il XIII sec. Dove? Bè, diciamo che non è mai stato fermo: è nato in Spagna, che allora era conosciuta come Al-Andalus, poi si è spostato in Arabia, in Asia minore, in Egitto, poi Damasco, e ancora la Mecca, Siria, Palestina, Turchia… non si è mai fermato.

Mohammed Hassan Alwan stesso, ha confessato che è stato questo suo continuo peregrinare ad averlo tanto affascinato, più del pensiero e dell’enorme lascito che ha dato all’umanità. Forse perché anche l’autore saudita ha viaggiato tanto: prima l’America, poi il Canada e adesso vive tra Toronto e Riyad.

Il lavoro per scrivere questo romanzo è stato mastodontico: essendo un personaggio storico realmente esistito, e soprattutto ben noto, Mohammed Hassan Alwan ha dovuto leggere tutte le sue pubblicazioni e tutte le ricerche fatte su di lui. La fatica, però, sembra essere stata premiata.

Lo scrittore, nato nel 1979 a Riyad, non è un personaggio sconosciuto tra gli ambienti dei premi letterari: nel 2013 era stato selezionato tra i finalisti dell’Arabic Booker per il suo primo romanzo, “Il Castoro” (“Al-Qundus” in arabo), tradotto poi in francese da Stéphanie Dujols e pubblicato dalla casa editrice Seuil. Con questo romanzo ha vinto il Prix de la Littérature Arabe nel 2015, in Francia.

Il protagonista di quest’opera è Ghaleb, un quarantenne saudita in piena crisi di mezz’età. Mentre si trova a Portland vede per la prima volta un castoro e nota quanto i suoi comportamenti siano simili a quelli della specie umana e in particolare a quelli della sua famiglia. Figlio del disastroso primo matrimonio del padre, con cui non riesce ad avere un buon rapporto, occupa il tempo con una relazione clandestina insieme a Ghada, ma che, anche per incompatibilità delle due famiglie, sposerà un altro uomo.

Adesso l’autore si sta documentando per la sua nuova impresa, una saga familiare che ricopre la storia di ben 5 generazioni. Intanto noi, aspettiamo le traduzioni.

Buona Lettura!


Claudia Negrini

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