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“Le ragazze di Kabul” di Roberta Gately

“Le ragazze di Kabul” di Roberta Gately
Dal blog Con altre parole di Beatrice Tauro

Elsa è una giovane americana la cui vita non è stata semplice fin da quando era una bambina. Abbandonate dal padre, lei e sua madre hanno dovuto combattere contro droga e alcolismo che hanno irretito e portato via sua sorella e suo fratello. Quando anche sua madre muore Elsa si ritrova sola al mondo e con il disperato bisogno di donare amore al prossimo, di fare del bene a qualcuno, un desiderio che è nato nel suo cuore fin dal primo momento in cui su una rivista ha letto le terribili storie degli eccidi in Ruanda.

“Le ragazze di Kabul” di Roberta GatelyLa sua generosità la porterà in un altro continente, lontana dalla sua America: la sua destinazione come volontaria di una associazione umanitaria è il villaggio di Bamyan in Afghanistan. Elsa in qualità di infermiera viene assegnata al piccolo ospedale del villaggio dove dovrà con fatica conquistarsi la stima e la riconoscenza del medico, maschio, in un contesto sociale in cui le donne sono praticamente esseri invisibili, avvolte nei loro burqa che le nascondono al mondo.

Ben presto però Elsa saprà fare breccia nel cuore della gente del villaggio e soprattutto costruire un rapporto di amicizia con Parween, una giovane donna afgana dall’indole ribelle, alla quale la violenza cieca dei talebani ha sottratto l’amato marito e l’adorata amica del cuore. Il legame che unirà Elsa e Parween sarà speciale, fatto di complicità, di condivisione, comprensione e mutuo sostegno. Attraverso gli insegnamenti concreti della sua amica Elsa imparerà a conoscere le tradizioni e gli usi di una società che appare lontana anni luce dal mondo occidentale, ma nelle cui pieghe si cela una umanità generosa e calorosa, che ben sa compensare i sacrifici che la giovane americana fa per aiutare la popolazione locale.

Quella che ci racconta la Gately in questo romanzo edito in Italia da Newton Compton è ancora una volta una storia di amicizia al femminile, di quella sorellanza che si trasforma in capacità di unire e mai dividere, al di là delle diversità culturali, etniche, religiose. Le due donne diventano metafora di quello sforzo che il mondo civile cerca ostinatamente di portare avanti nel tentativo di assicurare la pace, il benessere, la comunione in ogni angolo di questo martoriato pianeta. Ma le stesse due donne dovranno, ciascuna a proprio modo, fare i conti con la violenza, con il dolore, con la morte che strappa e distrugge ciò che gli uomini e le donne di buona volontà cercano ogni giorno di costruire.

Un rossetto rosso ciliegia sulle labbra di una americana e di una afgana a suggellare una amicizia profonda, che sa di condivisione, di sincerità, di scoperta e di rispetto, e che rifiuta la violenza del disprezzo e della divisione.