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L’America convoca una conferenza internazionale e l’Iran minaccia i suoi alleati

Iran USA
Stati Uniti e Iran: due poli opposti

Di H. A. al-Misry, Elaf (13/01/2019). Traduzione e sintesi di Mario Gaetano.

Il 10 gennaio il ministro degli esteri americano Mike Pompeo ha tenuto un discorso all’università americana del Cairo. In questa sede, non ha risparmiato critiche alle politiche dell’ex inquilino della Casa Bianca, Barack Obama, sostenendo che la sua amministrazione ha negato l’appoggio a Israele e allo stesso tempo ha avuto un atteggiamento troppo morbido nei confronti del terrorismo islamico, infine, ha stigmatizzato il suo spalleggiamento alle attività dell’Iran nella regione.
Dal canto suo, Trump ha assicurato che continuerà a combattere sia lo Stato Islamico sia le forze iraniane in Siria, persino dopo il ritiro degli Stati Uniti dai suoi territori, al fine di riportare la pace.
La stampa internazionale non sembra interessata a demolire le politiche dell’amministrazione democratica, né a continuare la lotta di Washington contro Daesh, piuttosto sembra che il suo interesse sia concentrato sui piani di Trump per contrastare l’Iran fuori e dentro la Siria.
Pompeo ha illustrato brevemente, nell’occasione sopracitata, i piani di Washington per contrastare i pericoli rappresentati dal regime iraniano, il quale sembra aver sfruttato l’accordo sul nucleare, ratificato nel 2015, per espandere la sua forza offensiva ed estendere le maglie del terrorismo in molte regioni del Medio Oriente, minacciando così le fonti energetiche mondiali.
Dopo il suo intervento all’università del Cairo, il ministro ha rilasciato un’intervista a Fox news, nella quale ha annunciato che il presidente Trump intende convocare una conferenza internazionale a Varsavia il 13 e 14 febbraio prossimi, per uno scambio di opinioni sui fattori che possono assicurare la stabilità del Medio Oriente, la pace, la libertà e la sicurezza, mettendo fine alle politiche provocatorie dell’Iran, che sembrano mettere a repentaglio questioni fondamentali come la minaccia del terrorismo e dell’estremismo.
La reazione del Paese governato dalla guida suprema Khamenei alle dichiarazioni del ministro americano non si è fatta attendere, infatti quest’ultima ha bollato tutte queste dichiarazioni come provocazioni, aggiungendo che le sanzioni americane nei confronti del suo popolo sono uno strumento di pressione senza precedenti e ha imposto agli iraniani l’obbligo di disattendere ai diktat americani e dei suoi alleati occidentali.
Durante il suo discorso tenuto in occasione della seconda commemorazione della morte dell’ex presidente della repubblica Rafsagiani, il presidente Rohani ha annunciato che il Paese è dotato di missili capaci di mandare in orbita un satellite in poche settimane, senza violare di fatto le decisioni del consiglio di sicurezza.
Il ministro degli esteri francese ha smentito le parole del presidente iraniano, affermando che questo piano contravviene completamente alla decisione del Consiglio di sicurezza n° 2231, e che intraprendere un passo del genere metterebbe a rischio l’atteggiamento conciliante tenuto fino a questo momento dall’Unione europea.
Intanto, Washington intende convocare una conferenza dal titolo: “Il rafforzamento del futuro, della sicurezza e della pace in Medio Oriente”; tuttavia il portavoce del governo iraniano ha dichiarato l’inutilità di tale conferenza, e allo stesso tempo ha minacciato i suoi alleati di pesanti sanzioni in caso di loro partecipazione, anzi ha affermato che saranno trattati come nemici. Un avvertimento, quest’ultimo, rivolto sia ai Paesi del Golfo, sia a quei Paesi che non hanno ancora annunciato la loro adesione.

H. A. al-Misry è un giornalista che scrive sul giornale Ilaf.

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Redazione

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  • ROMA Il trattato sul nucleare iraniano vacilla. Il programma atomico nord-coreano galoppa. E l Aiea (Agenzia internazionale per l energia atomica) sceglie proprio questo momento per celebrare il suo simo compleanno. Ancora una volta ci troviamo di fronte a una minaccia nucleare. Dovremmo proteggere e allargare gli accordi internazionali di non proliferazione, non smantellarli ha messo in chiaro Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell Unione Europea, riferendosi all intenzione di denunciare il trattato con l Iran da parte del presidente Usa Trump. Un convegno convocato per celebrare l anniversario dell Aiea e dell Euratom la XX Edoardo Amaldi Conference il 9 e 10 ottobre all Accademia dei Lincei di Roma ha messo in chiaro due posizioni ufficiali: quella della Mogherini e di Yukiya Amano, direttore generale dell Aiea. L Iran sottoposto oggi al regime di controlli nucleari pi robusto del mondo ha detto Amano ai Lincei. I nostri ispettori hanno accesso ai siti, abbiamo molte informazioni su un programma nucleare iraniano che oggi pi ridotto rispetto al periodo precedente gli accordi. E posso confermare che il paese sta mantenendo gli impegni presi con il trattato Jcpoa (Joint Comprehensive Plan of Action), firmato nel luglio 2015. Si tratta del patto che Donald Trump sembra intenzionato a denunciare nelle prossime settimane.

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