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La leggerezza si trasforma in dramma

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Di Samir Atallah. Asharq al-Awsat (06/06/2016). Traduzione e sintesi di Giuliana Puccia.

Abbiamo due opzioni: osservare la campagna elettorale di Donald Trump nel suo pieno contesto, americano e globale, o prenderla alla leggera, considerando il candidato americano solamente un buffone che si sposta da un’arena all’altra. Ho detto campagna e non movimento dato che la battaglia di Trump si è conslusa fin dalla prima fase. Ma il problema in questione non è il candidato Trump, bensì l’umore degli elettori americani. Questi sono alla ricerca di qualcuno che sia disposto ad agire nel momento in cui gli aerei russi sorvoleranno la flotta americana e sia pronto a far tornare il paese al primo posto, invece che restare al passo di Putin e Lavrov.

Il primo elettore di Trump è proprio Obama, e adesso sarà responsabile della sua campagna, facendo battute durante i suoi discorsi di commiato mentre gli americani applaudono Trump per essersi ripreso una rivincita dalla perdita dell’amministrazione.

Come ho detto all’inizio, sussisteva inoltre un contesto globale della questione, poichè la destra europea incontrerà la destra americana. Pertanto, come è accaduto in Europa alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, non rimarranno che i moderati ad anelare ai valori della democrazia, i quali hanno subito una crisi esistenziale non solo in Russia o in Europa orientale, ma anche nei paesi occidentali, nel momento in cui le dittature sono riemerse sotto le spoglie dei rifugiati e della crisi economica. Ma gli ultimi mesi di Obama sono invece i primi per Trump.

Mentre scrivo in questi giorni da New York, nel bel mezzo di una battaglia spirituale e nel clima della campagna elettorale, guardando alla questione come un osservatore esterno ho la sensazione che Obama non solo voterà Trump ma distruggerà ogni possibilità di vittoria per la candidata Clinton, prevalente nel paese per quasi un anno. Mentre Trump non ha mai ottenuto alcun incarico governativo nella sua vita, un caso che non ha precedenti nella storia delle battaglie presidenziali, Hillary Clinton possiede un’esperienza nazionale ed internazionale, non solo come First Lady ma come senatore e segretario di Stato. Pertanto coloro che consideravano Trump un buffone, oggigiorno si rendono conto di come lui abbia trasformato tutto ciò in un’opera drammattica, che peggiora di giorno in giorno.

Samir Atallah è un giornalista libanese, scrive sul quotidiano arabo Asharq Al-Awsat e un editoriale settimanale sul quotidiano libanese An-Nahar.

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Redazione

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