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Iraq: bambini analfabeti, mendicanti e “terroristi”.

Elaph, 04/06/2012, traduzione di Cristina Gulfi

Baghdad. L’accattonaggio e il lavoro minorile sono ormai un fenomeno evidente in tutte le città dell’Iraq. Anche il tasso di analfabetismo infantile fa registrare un aumento senza precedenti negli ultimi trent’anni. Inoltre, sempre più bambini vivono per strada, dove dormono anche.

Al mattino presto, ragazzini di soli 11 o 12 anni escono di casa non per andare a scuola ma a lavorare per guadagnare qualche soldo. Nonostante la giovane età, hanno già fatto diversi lavori: meccanico, aiutante in un forno, venditore ambulante, facchino. Li vedi anche agli incroci a vendere acqua o fazzoletti dall’alba al tramonto. Quasi nessuno sa leggere e scrivere ma non se ne importa perché – dicono – possono arrivare a guadagnare anche 30 dollari al giorno. Spesso fumano, fanno uso di droghe o altre sostanze inebrianti.

Le statistiche del Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali rivelano che in Iraq ci sono circa 12 mila mendicanti. Per far fronte al problema, nel 2010 è stato messo a punto un piano per garantire loro uno stipendio mensile, ma non tutti beneficiano di questa forma di assistenza sociale.

Per quanto riguarda l’abbandono scolastico, in molti casi sono i genitori a spingere i figli a lasciare la scuola per contribuire al sostentamento familiare. Ma ci sono anche bambini orfani, che vivono in dure condizioni e per questo sono costretti a mendicare o a fare piccoli lavori. Molti di loro preferiscono cavarsela da soli piuttosto che vivere in un centro di assistenza sociale.

Generalmente, i piccoli mendicanti sono bersaglio della polizia. Nel governatorato di Kirkuk, si sta valutando la proposta di un periodo di carcere di 15 giorni. A parte le forze dell’ordine, questi ragazzini sono facili reclute per il contrabbando, il traffico di stupefacenti, il mercato nero, i furti e le organizzazioni terroristiche.

Dal punto di vista degli insegnanti, è positivo che gli allievi lavorino ma senza compromettere il percorso scolastico. Dal canto loro, i genitori preferiscono che i figli imparino un mestiere invece di studiare. Per questo motivo, l’analfabetismo, che prima riguardava soprattutto gli adulti, ora colpisce anche i bambini.

Secondo le statistiche del Ministero dell’Istruzione, attualmente in Iraq ci sono 6 milioni di analfabeti, di cui 2 milioni e mezzo nel governatorato di Baghdad. Inoltre, bisogna tener presente che i ragazzi sotto i 15 anni non sono coperti dalla legge sull’alfabetizzazione.

In sostanza, c’è bisogno di attuare progetti socio-economici specifici per salvare l’infanzia dalla miseria attraverso una riabilitazione educativa e scolastica. Ma occorre anche rafforzare il ruolo sociale della famiglia, che spesso cade vittima del materialismo e costringe i figli a lasciare la scuola per qualche risorsa in più.

 

 


Silvia Di Cesare

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