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Il Vertice Governativo Mondiale e l’angoscia degli arabi

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Di Raghida Dergham. Al-Arabiya (15/02/2016). Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello.

Raghida Dergham
Raghida Dergham

Tra i progressi mozzafiato e le politiche di respiro soffocante, c’è una distanza sconvolgente.

È stato interessante leggere i titoli dei giornali emiratiani durante il Vertice Governativo Mondiale (VGM) tenutosi a Dubai per discutere, tra le altre cose, il futuro della governance. È stato altrettanto interessante confrontarli con i titoli di altri giornali arabi, ad esempio Al-Hayat, che si è concentrato sulla situazione di centinaia di migliaia di siriani intrappolati ad Aleppo o in fuga verso la Turchia.

Nella regione araba, invece, vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, oltre che sovrano di Dubai, lo sceicco Mohammed bin Rashid, ha annunciato ai suoi 10 milioni di seguaci su Twitter che il suo governo creerà due nuovi ministeri: il ministero della Felicità e della Tolleranza e il ministero della Gioventù. Quest’ultimo è stato assegnato ad una donna di 22 anni, mentre ad altre cinque donne sono stati dati i portafogli di Sviluppo Sociale, Felicità e Tolleranza, Cooperazione Internazionale e Consiglio Nazionale Federale. Il VGM ed i nuovi ministeri sono stati sviluppi notevoli in un clima regionale irrequieto, tormentato dal flagello del terrorismo.

Alcuni critici vedono tutto ciò come una bolla, lontana da una realtà segnata dalla guerra e dallo sfollamento di massa e concentrata sulle promesse del futuro e le sue sfide tecnologiche. I realisti, tuttavia, sostengono che pensare solo alla distruzione e al terrorismo senza alcun piano per affrontare la realtà, se non militarmente, serve gli interessi di chi vuole che la regione araba rimanga coinvolta in una spirale di declino e devastazione.

In un sondaggio condotto da Roya TV a margine del vertice, i partecipanti hanno detto che idee innovative per combattere opinioni sbagliate possono sconfiggere l’estremismo e che educare i giovani culturalmente, moralmente e socialmente con metodi non tradizionali può tenere a freno le ideologie radicali. Gli intervistati hanno anche detto che i governi non devono lasciare nulla di intentato per garantire posti di lavoro e mezzi di sussistenza decenti in modo da porre fine alla povertà e alla disoccupazione, fattori questi che rendono i giovani vulnerabili all’estremismo.

È quasi come se titoli che parlano di “visione”, “cittadinanza” e“leadership” provengano da un altro mondo, non dalla regione araba, in cui i cittadini di solito maledicono i leader che spesso li opprimono in nome della religione o della sicurezza nazionale. I titoli dei giornali libanesi si aggirano tra vuoto presidenziale, crisi della spazzatura e corruzione. La gente si chiede: avremo un presidente? La guerra siriana finirà? I giovani libanesi si chiedono se potranno sposarsi o se il deterioramento economico continuerà ad impedire loro di metter su famiglia.

I titoli dei giornali degli Emirati parlano di come il paese sia il leader mondiale nell’attrarre talenti, nelle energie rinnovabili e sostenibili e nei piani di integrazione, innovazione e sviluppo locale e regionale. I giovani emiratiani sono orgogliosi del fatto che saranno in grado di tenere il passo col futuro.

Il vertice ha allertato i governi circa le enormi responsabilità che dovranno assumersi in futuro. Un mondo affascinante è in arrivo nel 21° secolo e i  giovani arabi potranno esserne parte come i loro coetanei di tutto il mondo, se i governi governeranno e capiranno bene il futuro. Tuttavia, è stato difficile godersi il tour nel futuro tra le notizie che arrivano alla città di oggi, Dubai, dalla città di ieri, Aleppo. È difficile disconnettersi nel tempo della comunicazione costante. Tra i progressi mozzafiato e le politiche di respiro soffocante, c’è una distanza sconvolgente.

Raghida Dergham è editorialista e corrispondente diplomatica di Al-Hayat.

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Ilaria Antoniello

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