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Il Sultano e l’Occidente. Capire Maometto II, la mostra a Roma dal 10 gennaio al 14 febbraio

La parola Sultano evoca nell’immaginario collettivo suggestive visioni, di corti ottomane e di turbanti, di sontuosi palazzi ma anche di conquiste imponenti come quelle realizzate dal giovanissimo Maometto II il Conquistatore (1432–1481) che salì al trono a 13 anni e a 21 conquistò Costantinopoli mettendo fine all’impero bizantino, occupò il Peloponneso, soggiogò la Serbia e si spinse fino a Otranto nel tentativo di occupare Roma. Una figura che terrorizzò l’Occidente nella seconda metà del XV secolo ma che paradossalmente ne era affascinato, soprattutto per l’arte e la letteratura, e spinto dai suoi forti interessi culturali, aveva intrecciato rapporti con umanisti e artisti italiani. Fra questi ricordiamo uno degli ospiti della sua corte, Gentile Bellini, che ne realizzò un famosissimo ritratto. Maometto II, in turco Fatih Sultan Mehmet, ha da sempre destato l’interesse degli intellettuali europei in ogni epoca e proprio in questi giorni si avrà la possibilità di approfondirne la conoscenza grazie alla mostra “Il Sultano e l’Occidente. Capire Maometto II”, allestita presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ a Roma e organizzata dall’Istituto Yunus Emre Centro Culturale Turco presso l’Ambasciata della Repubblica della Turchia a Roma.

La mostra verrà inaugurata oggi alle 17 con una speciale proiezione del documentario “Fatih: l’uomo che cambiò il destino dell’Europa”, per la regia di  Kerime Senyücel, che ripercorre l’intera vita del Sultano attraverso una ricerca d’archivio di ampia portata, basata su documenti storici e con la partecipazione di numerosi studiosi di storia ottomana ed esperti del Sultano Maometto il Conquistatore. Durante le fasi di produzione del documentario, che è stato girato in 40 giorni in sette paesi diversi, sono state realizzate costruzioni tridimensionali di palazzi dell’epoca oggi scomparsi. La colonna sonora inoltre, porta la firma del noto compositore Fahir Atakoğlu.

Dopo la proiezione inaugurale del documentario, nella stessa sede del museo, avrà luogo una conferenza  che vedrà la partecipazione di esperti e intellettuali del settore: il prof. Michele Bernardini dell’Università di Napoli L’Orientale, il prof. Fabio Grassi dell’Università di Roma La Sapienza, il Presidente del Dipartimento di Storia dell’Università di Bilkent ad Ankara e docente presso il Dipartimento di Letteratura Turca della stessa, Mehmet Kalpaklı, uno dei consulenti e sceneggiatore del documentario, la regista del documentario Kerime Senyücel ed infine Orhan Osmanoğlu, il nipote dell’ultimo sultano ottomano Abdul Hamid II, che nel documentario veste i panni di Fatih in età matura.

Nell’esposizione, che sarà aperta fino al 14 febbraio 2016, si potranno osservare non solo i documenti e i materiali d’archivio consultati, i dipinti e le fotografie che descrivono il periodo storico di Maometto II (1432 – 1481), ma anche i costumi utilizzati durante le riprese del documentario.

Indirizzo: Polo Museale del Lazio

Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’

Via Merulana, 248 Roma

Info tel: 06 455 080 20/21

 


Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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