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Il paradosso dietro il bacio di Nador

Zoom 26 ott bacioDi Zakaria Boualem. Tel Quel (23/10/13). Traduzione di Alessandra Cimarosti.

È uno Zakaria Boualem cauto che vi parla e vi risparmia i benvenuti e i baci. Soprattutto i baci. Sì, perché il grande affare delle ultime settimane, lo sapete, è stato l’imprigionamento di due adolescenti di Nador che avevano postato su Facebook la foto di un loro bacio in pubblico. Precisiamo che questa brillante iniziativa è partita dalla denuncia di un’associazione per la difesa dei diritti dell’uomo. Non si sa di quale uomo si tratti, molto probabilmente non di un giovane di Nador. Ha qualcosa di assurdo questa storia, ma passiamo avanti. I giovani sono stati rilasciati con la stessa velocità con la quale erano stati imprigionati.

Non cercate di comprendere, per favore, potreste ferire il vostro cervello tentando una torsione vietata o qualcosa del genere. Non cercate alcuna logica,  non c’è più da molto tempo, siamo allo sbando. Cercate di riflettere alle seguenti domande.

Che posto rimane per la finzione? Ricordiamoci che in pochi mesi abbiamo imprigionato un artista, un giornalista, due innamorati, fatto sposare ad uno stupratore la propria vittima che poi si è suicidata, liberato un pedofilo, reclamato delle Olimpiadi e una Coppa del Mondo, inventato un aeroplano che non vola e comprato un sottomarino. Questa è la nostra realtà. Quale sceneggiatore, quale romanziere, quale creativo può pretendere di rivaleggiare con tanto prodigio? Non provateci nemmeno, la realtà vi supererà, nessuno può immaginare un simile delirio. Gli spiriti brontoloni si lamenteranno senza dubbio di questo articolo, ma Zakaria Boualem preferisce notare che il nostro sistema è un artista. Improvvisa, è un fuoco d’artificio di creatività, sì: siamo un Paese jazz. Non bisogna cercare di lottare contro la potenza della realtà, e ancora meno tentare di capirla, al limite, approfittare dello spettacolo e commentare con coraggio ciò che ci conduce alla seconda domanda.

Come commentare seriamente un qualcosa di così stupido? Bisogna fare appello alla razionalità, proporre argomenti logici, guerreggiare ferocemente con persone che trovano tutto ciò normale?  Come gestire il rischio di affondare a tua volta nella follia? È la domanda di Kundera: come rispondere a qualcuno che vi spiega di essere un pesce? Un’associazione in difesa dei diritti umani che denuncia dei bambini, come descrivere questa cosa? Come lottare contro tutta questa gente? È impossibile. Gli standard della logica sono dunque da mettere da parte. La vista di persone rispettabili che commentano senza ridere un bacio è uno spettacolo terribile. Ma non fare nulla significa accelerare la caduta. Zakaria Boualem non ha risposte a queste domande, oscilla lui stesso tra più attitudini ed è, come tutti quanti, un po’ perso.

Ci vogliono sfinire? È un’ipotesi perfettamente plausibile. In questo caso, allora, bisogna negoziare. Impuntarsi, farne una questione d’onore sarebbe un terribile errore. Zakaria Boualem è dunque pronto a fare i bagagli, abbandonare i suoi pochi beni, filarsela a tutto gas se gli propongono un’alternativa accettabile – non è un uomo difficile. In genere, si rimane qui per la forza dell’abitudine e per l’amore dei propri cari. Si dovrebbe quindi partire tutti quanti. Senza trascurare il rischio, se ci si trasferisce tutti allo stesso posto, di ricreare il nostro caos in un’altra parte del pianeta. Ancora una volta, bisogna negoziare.

Ecco, siete stati avvertiti. Si attende un segno da parte vostra e grazie.

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Roberta Papaleo

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