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Gli emendamenti del governo iracheno alla legge elettorale cancellano il diritto di voto all’estero, negli ospedali e in prigione

I preparativi per le elezioni anticipate di Giugno, decise in seguito alla forte pressione delle manifestazioni popolari, procedono tra molte difficoltà, con il governo che preme per il taglio della spesa elettorale e i gruppi parlamentari che sperano di posticipare il voto. La decisione finale sulla data delle elezioni è però nelle mani della commissione elettorale

di Muhammad Sabah, al-Mada, (17/11/2020). Traduzione e sintesi di Pietro Menghini

La Camera dei Deputati irachena ha recentemente votato la legge elettorale che verrà applicata nelle elezioni anticipate di Giugno. Il segretario per gli affari elettorali del presidente del consiglio, Hussein al-Hindawi, ha rivelato, in un’intervista con al-Mada, la decisione del governo di chiedere degli emendamenti alla Camera dei Deputati riguardo la legge elettorale. Gli emendamenti proposti si concentrano sulla riduzione della spesa destinata allo svolgimento delle elezioni e sulla trasparenza del voto.

Il governo ha proposto di operare dei tagli ai 300 milioni di dollari dei fondi della commissione elettorale, cancellando il voto negli ospedali, nelle prigioni e forse anche all’estero. Tra i tagli proposti ci sono anche i licenziamenti di parte del personale della commissione elettorale, da sostituire con stagisti. Gli emendamenti si preoccupano anche di garantire la trasparenza dei processi elettorali. In questo senso va l’adozione delle carte d’identità biometriche per le prossime elezioni.

La commissione elettorale, a causa dei pochi fondi e della lentezza della distribuzione delle carte biometriche, sta discutendo la possibilità di posticipare di due o quattro mesi le elezioni anticipate di Giugno. I centri elettorali nei governatorati infatti non stanno riuscendo a distribuire le carte biometriche e hanno raggiunto solo 12 milioni di aventi diritto al voto sul totale di 26 milioni. Il consiglio dei ministri si è accordato con la commissione elettorale per lo stanziamento iniziale dei fondi per le spese logistiche delle operazioni di voto. al-Hindawi ha infatti confermato che per il governo mantenere la data del voto anticipato è fondamentale.

Il Presidente della Repubblica Barham Salih ha ratificato la legge elettorale il 5 novembre e ha assicurato che la principale preoccupazione del governo è lo svolgimento delle elezioni nella data stabilita. Commentando la possibilità di rimandare le elezioni, al-Hindawi ha dichiarato che la data è la stessa, ma considerando le circostanze eccezionali ci potrebbero essere dei ritardi. La preparazione delle elezioni è a buon punto e la legge elettorale è stata approvata, rimangono però da distribuire le carte biometriche per poter mantenere la data stabilita.

A Baghdad e Ninive, nei centri di distribuzione delle carte biometriche, si sono rilevati dei cali rispetto a prima nei numeri dei votanti che si sono registrati per ottenere le carte. Ulteriori ritardi si sono registrati in seguito ad un’interrogazione dei gruppi parlamentari sull’autorizzazione alle commissioni esterne di distribuire le carte biometriche. Con il voto dei prossimi giorni si deciderà sulla trasparenza di questa pratica e se essa potrà continuare.

Una fonte vicina alla Presidenza della Repubblica ha dichiarato infine che la decisione sulla data delle elezioni è stata lasciata nelle mani della commissione elettorale e ci si aspetta, a causa dei numerosi problemi tecnici, che le elezioni vengano rimandate di due o quattro mesi.

Il gruppo politico più influente in parlamento è contrario, anche se non apertamente, alle elezioni anticipate, si appiglia ai problemi causati dalla pandemia e alla mancanza di alcuni membri della corte federale per tentare di spostare le elezioni al 2022 per completare la legislatura.

Muhammad Sabah è un giornalista iracheno che scrive per al-Mada.    

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Redazione

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