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Egitto: ondate di rabbia su Internet per la diminuzione dei sussidi ai poveri

#tamwin
Sui social è scoppiata la miccia della furia a causa della nuova decisione del governo di ridurre i sussidi ai poveri per i generi alimentari di base

Al Quds al Araby (12/08/2017). Traduzione e sintesi di Flaminia Munafò.

Da due giorni l’hashtag #tamwin (fornitura di generi di prima necessità) è il più condiviso in Egitto in seguito alla polemica che riguarda le tessere di razionamento e i sussidi che ricevono i poveri, specialmente dopo la diffusione di notizie sulla nuova decisione del governo che impedisce a chi guadagna più di 1500 lire egiziane -l’equivalente di 83 dollari- di poter ottenere gli aiuti economici: chi guadagna più di questa cifra, dunque, non potrà avere accesso a nessun prodotto sovvenzionato dal governo né ad alcun altro tipo di sussidio. Tra le nuove misure intraprese dal governo egiziano vi sono: stabilire un tetto massimo per coloro che hanno diritto ai sussidi -4 persone all’interno di un nucleo familiare- quando la nuova tessera viene assegnata; definire la soglia massima e quella minima per l’ottenimento degli aiuti per i pensionati.

Le notizie che circolano in Egitto sostengono che le nuove norme stabilite dal Ministero che si occupa del razionamento nel Paese puntano a ridurre il numero degli aventi diritto agli aiuti con l’obiettivo di abolirli definitivamente per rispettare le disposizioni del Fondo Monetario Internazionale che fornisce prestiti ai governi; nel novembre dello scorso anno l’Egitto già aveva deciso di portare avanti un severo programma di austerità -promosso molte volte dal presidente Al Sisi nei suoi discorsi e accordato con l’FMI- che comprende l’obbligo dell’IVA, la liberalizzazione del tasso di cambio della lira egiziana e il taglio ai sussidi.

Le nuove decisioni del Ministero hanno provocato ondate di critiche nel Paese che si sono diffuse sui social in un momento in cui i media tradizionali rimangono in silenzio. Molti attivisti e osservatori hanno pubblicato tweet e post dove criticano una risoluzione che oltre a non proteggere gli interessi dei poveri danneggia la società e lo stato in generale.

Ecco alcuni dei tweet più condivisi e letti: “Il maledetto Ministero annuncia che chi guadagna più di 1500 lire o abbia una pensione di 1200 non è incluso nel fallito sistema dei sussidi. Vi sembra normale con questo aumento dei prezzi?”; “Il Ministero priva chi guadagna più di 1500 lire della possibilità di accedere ai sussidi! Sicuro, secondo loro chi guadagna questa cifra ora è ricco!”; “Come tutti sappiamo la decisione di escludere dall’accesso alle tessere chi guadagna 1500 lire è presa nell’interesse del cittadino”; “Se questi fatti dimostrano qualcosa è che i ministri sono un gruppo di marionette in mano agli alti gradi militari”; “Con 1500 lire non ci paghi nemmeno i farmaci”; “La decisione di abolire i sussidi per chi guadagna più di 1500 lire comprende anche l’esercito, la polizia e i magistrati?”; “Guadagni 1500 lire al mese? Che fortuna, puoi mangiare Fruit Salad e non ti serve il sussidio come a noi, puoi permetterti un croissant e non il pane popolare come noi, che fortuna che hai!”; “#tamwin. Chiamate il contadino e suo cugino il cittadino che guadagnano 1500 lire e ditegli che non ci sono i sussidi.”; “Questo discorso poteva starci prima della svalutazione, quando chi guadagnava più di 4000 lire non poteva accedere ai sussidi, o se nel cambio il dollaro valesse 7 lire e al popolo bastassero 1500 per vivere. Da dove viene questo governo di incapaci?”; “Cavolo ora non sapete vivere con 4000 lire? Che esagerati! Signor Presidente, perché togli i sussidi e compri sottomarini? Vuoi dichiarare guerra agli squali? Sai dire solo “vi mangerete l’Egitto”, ma tu che stai facendo? I tuoi figli quanto guadagnano al mese?”.

 

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Redazione

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