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Dubbi sulla morte del Ministro in Marocco

Di Abdul Almoghait Gibran. Hespress (10/12/2014).

Continuano le reazioni alla tragica morte del Ministro di Stato Abdellah Baha, avvenuta domenica sera dopo essere stato investito da un treno, presso la città di Bouznika. Cresce la curiosità e l’interesse di molti lettori e critici che hanno chiesto esplicitamente di conoscere la verità sull’incidente, descritto come inspiegabile.

Quanti hanno seguito da vicino la vicenda della morte di Baha, noto come al- Hakim [ il Saggio] del “Partito della Giustizia e dello Sviluppo”, accettano l’incidente arrendendosi al giudizio divino e al destino così come si arrendono alla versione dell’annegamento del parlamentare Ahmed Zaidi, ma allo stesso tempo sollecitano con forza le autorità competenti a far luce sulle reali cause della morte di Baha.

Said Kimra, un noto critico, dopo aver pregato per l’anima del Hakim del governo, ha affermato: “è necessario avviare un’indagine approfondita sulla morte del ministro poiché le ricostruzioni dell’incidente non sono convincenti e tantomeno coerenti. L’uomo ricopriva una posizione importante, vogliamo la verità”.

Jamal da Al-Houara afferma che, malgrado creda fortemente nel destino, “se già la morte di Zaidi è avvenuta in circostanze misteriose, quella di Baha ancora di più ed è difficile da accettare”. Poi aggiunge “l’opinione pubblica deve sapere perché un ministro, nel suo giorno libero, si è recato in un posto come questo, dopo il tramonto, per indagare su un incidente avvenuto settimane fa”.

Un critico che sembra sostenere il Partito della Giustizia e dello Sviluppo è passato direttamente alle accuse contro “le lobby di resistenza alle riforme del governo” e “ ai diavoli e coccodrilli che hanno chiaramente dichiarato guerra al governo”. Volendo citare le sue stesse parole: “gli investigatori devono vagliare tutte le possibilità”.

Al-Swisi, un altro critico, ha invece lanciato una serie di interrogativi: “se Baha era andato ad esaminare il luogo dell’annegamento di Zaidi, a chi aveva detto che andava lì? Se c’è effettivamente la prova che egli si sia recato a Wad Charat, qual è stata la sua ultima telefonata? E con chi ha parlato?” chiede il lettore.

Altri critici poi, vestono i panni del famoso tenente Colombo, il cui ruolo è stato interpretato dall’attore americano Peter Falks, e chiedono alle autorità competenti di sequestrare il cellulare del ministro e prendere visione dell’ultima telefonata che ha ricevuto il giorno in cui è stato investito dal treno.

L’ultimo critico, Shawikh, chiede l’apertura di un’inchiesta immediata e decisiva, sottolineando che “noi marocchini dobbiamo pretendere i risultati delle indagini giorno per giorno, perché queste persone hanno dato prova di fermezza, umiltà e amore per la propria patria e per i suoi figli, quindi dobbiamo sapere la verità sulla loro morte”.

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Giusy Regina

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