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Venti film egiziani che hanno rotto i tabù su sesso, politica e religione 2

La religione, il sesso e la politica.. “una triade che mette paura in Egitto”. Questa triade è stata più volte trattata nei film egiziani, ma in quei casi non sono stati risparmiati da censura e da attacchi provocati dal loro tentativo di rompere i tabù che tradizionalmente non vengono toccati.

Per completare la triade vi proponiamo i film che hanno rotto i tabù sulla politica.

Politica

Layla la ragazza del deserto

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Prodotto nel 1973, diretto dal regista Hafez.

Il film racconta la corruzione presente nel regno del re Persia Cosroe, attraverso la storia del rapimento di una giovane ragazza beduina di nome Layla.

La pellicola fu censurata e la sua distribuzione fu bloccata perché il suo contenuto offendeva la dinastia dell’Imperatore iraniano, dinastia di cui faceva parte l’ultimo scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi, marito di Fawzia d’Egitto sorella del re d’Egitto Farouk I.

Il chiodo di Giufà

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Prodotto nel 1952, un mese prima dello scoppio della rivoluzione di luglio.

Il film descrive la corruzione dell’autorità governativa egiziana, il cui rappresentane dell’epoca era il re Faoruk.

La critica al sistema di governo viene fatta attraverso la figura dell’imam Giufà che rivela ai personaggi del film gli svantaggi dell’occupazione britannica e critica l’operato del Re, troppo asservito agli interessi inglesi.

La critica al re e al suo entourage era un tabù per il cinema egiziano. L’audacia di questo film ha spinto le autorità a emettere un decreto che vietasse la sua distribuzione.

Dio è con noi

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Prodotto nel 1955, diretto da Ahmed.

É la corruzione dell’esercito egiziano e la storia di militari la cui condotta causò la sconfitta nella guerra di Palestina del 1948, questo il tema della pellicola.

Con questo film si parla, per la prima volta dalla rivoluzione degli Ufficiali Liberi, della corruzione delle forze armate egiziane attribuendogli anche la colpa della sconfitta nella guerra del 1948, sconfitta di cui Gamal Abdel Nasser aveva accusato il re.

Fu lo stesso Nasser a  decidere di proibire la distribuzione del film per paura che la sua visione risvegliasse una simpatia del popolo verso il re.

Qualcosa di terribile

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Prodotto nel 1969, diretto da Hussein Kamal.

Il film affronta il problema della dittatura attraverso la figura del protagonista un sovrano crudele e ingiusto che usa il suo potere e la sua influenza per controllare il suo popolo.

Molti interpretarono la figura del protagonista come una rappresentazione dell’allora presidente Gamal Abdel Nasser

Zaer al-fagr 

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Prodotto nel 1971 racconta la disfatta del 1967attraverso la storia dell’omicidio di una giornalista di nome Nadia Sharif, uccisa mentre indagava sulle motivazioni della sconfitta militare.

Il film è stato proiettato nei cinema egiziani solo per una settimana. Il film venne in seguito proibito a causa della sua critica alla situazione politica che attanagliava il Paese in quel periodo.

La visione del film venne permessa solo nel 1975, e ad oggi è ancora proibita la sua trasmissione nelle reti televisive.

Al Asfour (il passero)

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Prodotto nel 1972, diretto dal regista Youssef Chahine.

Anche questo film affronta il tema della sconfitta militare dell’esercito egiziano nel 1967, puntando l’attenzione sulla corruzione dell’autorità statale.

La pellicola stava per portare al ritiro della cittadinanza egiziana al regista Chahine, a causa delle forti critiche e accuse che gli furono rivolte.

Al Karnak

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Prodotto nel 1975, tratto da un romanzo di Naguib Mahfouz.

Il film affronta il problema della soppressione della libertà durante l’epoca di Nasser, attraverso la storia di un gruppo di ragazzi che si incontra nel caffè Karnak per discutere di politica. Il film racconta l’arresto dei ragazzi da parte delle forze di sicurezza e le torture a cui loro vengono sottoposti.

Il film fu vietato perché la tortura e la repressione venivano rappresentati come metodi politici utilizzati durante il governo Nasser.

Noi siamo il popolo dell’autobus

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Prodotto nel 1979. Due dissidenti politici vengono mandati in carcere e torturati perché si rifiutano di confessare il loro piano per rovesciare il regime. Il film è tratto dagli avvenimenti raccontati nel libro dello scrittore e giornalista el-Hamamsi e punta molto l’attenzione sulla brutalità delle torture riservate ai dissidenti politici durante l’era di Nasser.

L’innocente

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Prodotto nel 1986, diretto dal regista Atef Tayeb.

Il film affronta molte tematiche, come la trasformazione di un uomo in una macchina programmata per servire il potere, la battaglia tra il concetto di interesse militare e interesse nazionale e il concetto di obbedienza assoluta ai superiori nella vita militare. Tutto ciò attraverso la vita di un giovane povero che convinto da un suo compagno di università entra a far parte delle forze armate dove le viene insegnato l’obbedienza cieca.

Il film è ispirato ai disordini che hanno travolto l’Egitto il 17 gennaio 1977. Le rivolte furono sedate dall’intervento delle forze armate che arrestano molte persone tra cui l’autore del film.

Il film è stato proibito per 19 anni, fino all’aprile del 2005 anno in cui la pellicola venne proiettata in occasione del Festival Nazionale.

I ribelli

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Prodotto nel 1986 il film racconta le rivolte scoppiate all’interno di una clinica sanitaria a causa del diverso trattamento riservato ai pazienti a secondo della loro posizione sociale. Agli uomini ricchi e potenti venivano riservati i migliori trattamenti e ogni tipo di attenzione, mentre ai poveri non vengono assicurati neanche i diritti basilari.

Il film venne accusato di “nuocere alla reputazione dell’Egitto” e molti interpretarono la storia come una metafora della società egiziana che l’autore spinge a ribellarsi contro il presidente Nasser.

 

Seconda parte.

Silvia Di Cesare

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