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Louvre Abu Dhabi, primo museo universale del mondo arabo

Jean Nouvel Louvre Museum Abi Dhabi (1)di Ángeles Espinosa (El Pais 17/04/2013). Traduzione e sintesi di Claudia Avolio.

A due anni e mezzo dalla sua inaugurazione, il Louvre Abu Dhabi è già pronto a mostrare al mondo la spina dorsale della sua collezione permanente. In tutto 130 oggetti provenienti da diversi luoghi e che coprono il raggio degli ultimi quattro millenni, danno forma all’esposizione Nascita di un museo, che aprirà al pubblico il 22 aprile nell’isola di Saadiyat, distretto culturale di Abu Dhabi. È la prima mostra su larga scala dei fondi dell’ambizioso museo – il primo con vocazione universale del mondo arabo e la cui sede in costruzione è un progetto dell’architetto Jean Nouvel. “L’obiettivo è mostrare il concetto d’universalità facendo dialogare oggetti artistici di diverse civiltà ed epoche,” ha detto Céline Hullo-Pouyat, direttrice progettuale del Louvre Abu Dhabi, durante una visita prima dell’esposizione. Si tratta anche – come ha precisato nel corso della presentazione la codirettrice emiratina Hissa al-Dhaheri, di “mettere in risalto i valori umani che ci uniscono”.

Da qui si capisce il perché la mostra non sia stata suddivisa in civiltà o periodi storici, ma sia in armonia con concetti antropologici. Questa dichiarazione d’intenti è evidente nella prima sala, dedicata alla rappresentazione della figura umana – un tabù per alcune intepretazioni radicali dell’Islam. Nella sala, si contrappongono la scultura di una principessa battriana della fine del III millennio a. C. (una delle perle della collezione) e un idolo cipriota preistorico a una pittura astratta di Yves Klein. L’effetto è sorprendente e anima le riflessioni del visitatore, così come anche gli schermi che mandano video muti in cui si inseriscono nel proprio contesto le opere e le si collega ad opere di altri musei. “Questo sforzo di mediazione,” spiega Hullo-Pouyat, “è parte dell’obiettivo pedagogico del museo”. Ogni esposizione sarà accompagnata da conferenze, dibattiti e workshop. Inoltre Louvre Abu Dhabi cercherà di stabilire legami permanenti con le scuole della nazione e convertirsi in strumento di appoggio didattico.

L’esposizione è divisa in 6 sale trans-cronologiche che, seppur non costituendo un’illustrazione letterale del futuro museo, ne evocano però l’estetica e la narrativa. Nella sala dedicata al Mondo antico, L’oratore – un romano togato di marmo del I secolo – si presenta insieme a una statua di Buddha in piedi, opera datata tra il II e il III secolo. In quella intitolata Il sacro, un Pentateuco ebraico proveniente dallo Yemen divide la vetrina con un dittico cristiano e un Corano. Più avanti, la Immagine orientale si contrappone allo Sguardo occidentale, in cui si mostrano una ventina di pitture di alcuni dei grandi artisti europei che vanno da Murillo e Jordaens fino a Gauguin e Picasso. La presenza tra queste opere di una Venere e ninfe a bagno, di Jean-Jacques Lagrenée, le cui protagoniste si mostrano in abiti leggeri, obbliga a chiedersi se ci siano state per i curatori delle avvertenze circa la sensibilità culturale locale. “No,” risponde senza esitazione Hullo-Pouyat, “Abbiamo lavorato a un concetto universale nell’ambito del programma culturale e scientifico del museo”.

Una volta inaugurato il museo, verso la fine del 2015, oltre al fondo permanente metterà in mostra anche fondi prestati da musei francesi. All’inizio del 2007, l’annuncio che l’emirato di Abu Dhabi avesse firmatto un accordo col Louvre parigino perché l’aiutasse a sviluppare la propria pinacoteca mentre aveva in mente di costruire anche il più grande Guggenheim del mondo, venne accolto con scetticismo. Tre anni dopo, la crisi finanziaria ha obbligato i responsabili a frenare le proprie ambizioni. Solo di recente si sono ripresi i lavori. Secondo il nuovo calendario, il Louvre si inaugurerà entro due anni, il Museo Nazionale a firma di Foster & Partners sarà pronto nel 2016 e il Guggenheim – disegnato nientemeno che da Frenky Gehry – aprirà nel 2017. Inoltre è prevista la costruzione di un auditorium disegnato dall’architetta Zaha Hadid e di un museo marittimo con un progetto di Tadao Ando.

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Claudia Avolio

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