Politica Zoom

Soldi e armi governano la Libia

L’opinione di al-Quds al-Arabi (27/02/2012)

È in atto un’aspra polemica su “Nuova Libia” su molte questioni, tra le quali spiccano la corruzione dilagante, il furto di denaro pubblico, il predominio delle milizie a livello politico e di sicurezza del paese, l’acuirsi delle divisioni regionali e dei conflitti, la debolezza del Consiglio nazionale transitorio (Cnt) e la sua incapacità di controllare la gran parte del paese.

Gli ultimi capitoli di questa polemica riguardano come Hajj Bashir Saleh, direttore del gabinetto del colonnello Muammar Gheddafi, sia fuggito dalla Libia a Parigi, portando con sé segreti, denaro e ricchezze. Hajj Bashir, custode dei segreti di Gheddafi, è stato arrestato dalla brigata di Zentan, ma il presidente francese Nikolas Sarkozy è intervenuto per farlo liberare, inviando un aereo privato in Tunisia e portandolo a Parigi. Tutto questo perché Bashir ha in mano investimenti ed enormi depositi finanziari stimati in oltre 10 miliardi di dollari, investiti in Africa e in molte banche europee e svizzere.

Hajj Bashir ora vuole tornare in politica, ma attraverso le brigate di Zentan. Egli infatti è riuscito a rafforzare i legami tra i comandanti di queste brigate e la Francia e il suo presidente, contribuendo alla creazione di un partito politico che potrà presentarsi alle prossime elezioni, sempre che si decida di tenerle.

Chi può fare il bello e il cattivo tempo nella nuova Libia è chi possiede due elementi essenziali, il denaro e le armi. Il denaro è un potere che ha permesso a Bashir di avere contatti con Parigi senza alcuna condizione, mentre le armi sono ciò che governa attualmente nella maggior parte delle città libiche, decidendo il destino del paese. Il popolo libico, che ha sofferto a lungo all’ombra di un regime dittatoriale e corrotto, ora vive come vittima delle menzogne e della disinformazione che tenta di nascondere i crimini che ha subito e delude le sue speranze di stabilità e di un futuro di prosperità.

I soldi del popolo libico sono stati saccheggiati alla luce del sole, la sua sicurezza e la sua stabilità si sono perse, mentre si fa sempre più evidente la debolezza del Cnt e non c’è una guida alternativa in grado di condurre la nave in salvo. Gli “amici della Libia” si sono eclissati e hano voltato le spalle dopo essersi assicurati che sarebbe continuato, in modo diretto o indiretto, l’afflusso dei proventi del petrolio nelle loro tasche e dopo aver soddisfatto la sete di vendetta nei confronti del passato regime. Il popolo libico dunque è la vittima, vittima degli “amici”, come di quelli che hanno rubato la loro rivoluzione, mercanteggiando con il loro presente e il loro futuro. Pertanto la Libia ha bisogno di una seconda rivoluzione, una vera rivoluzione che corregga la situazione, a favore degli interessi del popolo libico senza interventi stranieri.


Carlotta Caldonazzo

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