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“Princes of the Bees”, l’ultimo film di Bassel Shehadeh prima della sua uccisione

Syria Untold (05/07/2014). Traduzione e sintesi di Claudia Avolio.

Il modo in cui il documentario siriano “Princes of the Bees” (“I Principi delle Api”) è stato messo a punto potrebbe essere già un gran film. Il suo regista, Bassel Shehadeh, è stato ucciso durante le riprese del film a Homs nel maggio 2012 e la pellicola è rimasta incompleta. Nato nel 1984, Bassel Shehadeh si è spostato dalla Siria e ha proseguito gli studi in produzione cinematografica negli Stati Uniti. A metà del 2011 ha deciso di tornare in Siria per prendere parte alla disobbedienza civile in atto.

Princes of the Bees” è nato dall’interesse di ritrarre il coinvolgimento dei siriani nelle rivolte popolari scoppiate nel marzo 2011 da diversi background sociali, identitari e religiosi. Bassel Shehadeh ed il suo gruppo hanno dato particolare enfasi al ruolo della comunità alawita, strumentalizzata dal regime che l’ha dipinta come la sua spina dorsale. I giovani attivisti alawiti – come mostra il film – soffrono di una doppia punizione: duramente colpiti dal regime, visti con diffidenza dalla rivoluzione stessa.

Il documentario, messo a punto dal regista e blogger siriano Delair Youssef, mette in luce come lo slogan cantato dai manifestanti nelle prime fasi della rivolta (“Unico, unico, unico, il popolo siriano è un unico popolo”) fosse fedele alla realtà in atto. Secondo il regista, è stato proprio questo a spingere il regime a una strategia di divisione nel tentativo di mettere i siriani l’uno contro l’altro.

“Volevo completare il lavoro di Bassel e onorare la sua memoria”, spiega Youssef: “L’attivista Waseem Hasan che aveva i diritti del film mi ha chiesto di finirlo e ho deciso di farlo rispettandone contenuto e stile”. A tal fine ha contattato il gruppo di Bassel e la Bassel Shehadeh Foundation, creata per onorare la sua memoria e finanziare progetti a lui vicini. Il film è stato distribuito a Istanbul lo scorso maggio in coincidenza con il secondo anniversario della morte di Bassel Shehdeh.

“Durante la rivoluzione siriana sono stati prodotti molti film”, conclude Youssef: “C’è bisogno di migliorare la qualità, ma considerando le circostanze abbiamo provato di avere una giovane generazione di registi che annuncia un promettente futuro artistico per la Siria”.

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Claudia Avolio

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