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Palestina: Israele si prepara a liquidare il diritto al ritorno dei palestinesi

Al Quds (28/05/2012). Fonti politiche da Tel Aviv hanno rivelato che la decisione presa ieri all’unanimità dal “Comitato per l’assegnazione del budget” del Senato degli Stati Uniti  sulla questione dei rifugiati palestinesi è stata influenzata dall'”attività diplomatica” portata  avanti dal Vice Ministro degli Affari Esteri israeliano per bloccare il diritto al ritorno dei palestinesi.

Le fonti hanno aggiunto che vi è un reparto speciale del Ministero degli Affari Esteri israeliano che sta lavorando con insolita assiduità per ottenere l’appoggio dei paesi occidentali per la posizione israeliana nei confronti dei rifugiati palestinesi, visti da Israele come un grande ostacolo sulla strada di una soluzione pacifica.

Il Comitato del Senato avrebbe accettato all’unanimità la modifica della legge sugli aiuti esteri per l’anno 2013, introducendo una voce che obbliga gli Stati Uniti a presentare una relazione sul numero dei rifugiati palestinesi espulsi dalle loro case a seguito della Nakba del 1948 e della guerra del 1967, per rilevare il perché dell’aumento dei profughi dalle 750 migliaia del 1950 a 5 milioni di rifugiati di oggi. Questa richiesta insieme al controllo del numero dei figli della seconda e della terza generazione ha come scopo quello di ridurre il numero dei palestinesi a cui può essere riconosciuto lo status di rifugiato.

Secondo il quotidiano “Yediot Ahronot”  l’obiettivo , a breve termine è quello di ridurre la dimensione dei contributi degli Stati Uniti verso l’UNRWA, di cui sono i più grandi finanziatori. Mentre a lungo termine questa politica porterà alla soppressione del diritto del ritorno dei palestinesi, descritto come ostacolo alla pace.

Silvia Di Cesare

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