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Ondate di sarcasmo senza precedenti in Arabia Saudita e nel mondo arabo per aver concesso alle donne di guidare

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Dopo l’annuncio del decreto reale, i social sono sommersi da ondate di sarcasmo e i media mettono in guardia sulle “dure pene” contro chi critica la decisione del re

Al-Quds Al-Araby, (30/09/2017), Traduzione e sintesi di Flaminia Munafò.

La scorsa settimana il re Salman ha annunciato un decreto che stabilisce il permesso per le donne di guidare un’auto e di ottenere la patente come gli uomini. Dopo lunghi decenni di richieste da parte delle donne saudite, ignorate a causa delle fatwa emanate dal Consiglio degli Ulema e dal gran Mufti, finalmente la rivista Daily Mail ha annunciato che “con l’attuazione del decreto annunciato dal re, prevista per la metà del 2018, l’Arabia Saudita sarà l’ultimo paese nel mondo a permettere alle donne di guidare, sia dentro che fuori dal territorio nazionale”.

Nonostante il decreto sia stato ampiamente accolto, subito dopo l’annuncio è scoppiata la satira sui social in cui centinaia di foto e caricature sono state condivise. Molti utenti Twitter collegano la decisione del re alla visita di Trump e di sua figlia Ivanka in Arabia Saudita e credono che il decreto sia stato annunciato in risposta alla richiesta del presidente americano e di sua figlia, rimasta stupita nel corso della loro visita a Riad dopo aver visto che alle donne è proibito guidare.

Nel tentativo di fermare le ondate senza precedenti che hanno sommerso il mondo arabo tramite i social, i media governativi nel paese sono stati costretti a mettere in guardia sulle “dure pene” nei confronti di chi continui a ridicolizzare il decreto reale, pene che variano dai 5 anni di prigione ad una multa di 3 milioni di real. Tuttavia, nonostante la satira diffusa tanto in Arabia Saudita quanto nel resto del mondo arabo, gli attivisti sauditi si sono astenuti dal criticare il decreto, tra questi, anziani membri e rappresentanti religiosi che fino a pochi mesi fa erano contrari all’idea che una donna potesse guidare un’auto e che erano titubanti a parlare dei danni alle donne che guidano automobili nel paese.

Nonostante l’annuncio di decine di fatwa che impediscono alla donna di guidare, i rappresentanti religiosi si sono divisi in due gruppi subito dopo l’annuncio del decreto: il primo gruppo ha optato per il silenzio, senza sostenere o criticare la decisione; il secondo – che ha generato lo stupore dei follower- all’inizio ha condannato la scelta del re per poi in seguito sostenerla. Di quest’ultimo fanno parte esponenti del Consiglio degli Ulema, la più potente istituzione religiosa del paese che sul proprio account Twitter elogia il decreto reale e dichiara che il re agisce nell’interesse pubblico.

Il giorno dopo l’annuncio del decreto diversi attivisti sauditi hanno lanciato un’ampia campagna sui social contro le donne alla guida in cui si è diffuso l’hashtag #asha3b_yrfod_qyadet_elmar2a (“il popolo rifiuta le donne alla guida”) e in cui hanno partecipato sia uomini che donne in difesa delle credenze e dei valori della società saudita.

 

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