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Occhi e orecchie (Trump sbaglia e poi incolpa gli altri)

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Di Jihad Al-Khazen. Al-Hayat (28/01/19). Traduzione e sintesi di Giorgia Temerario.
La politica estera di Donald Trump non è chiara, salvo che rimproverare non equivalga a fare politica.
Il presidente americano ha annunciato che ritirerà le sue truppe della Siria, poiché Daesh è stata “sconfitta”, e successivamente anche dall’Afghanistan. Non sembrerebbe politica, bensì una fuga.
ln seguito a questa decisione, infatti, il ministro della difesa James Mattis si è dimesso; Hillary Clinton ha affermato, in un tweet, che il presidente sta mettendo a rischio la sicurezza nazionale americana; Nancy Pelosi, presidente della Camera dei rappresentanti americana, ha definito il ritiro delle truppe dalla Siria come un regalo di Natale per il presidente russo Vladimir Putin.
Nel frattempo, Trump ha annunciato che intende costruire un muro ai confini con il Messico, il cui progetto richiederà 5 miliardi di dollari. In tal modo, però, verrebbero sottratti ben due stipendi a 800 mila funzionari pubblici americani; pertanto, venerdì sera, il presidente ha approvato l’interruzione temporanea dei lavori vista l’impossibilità di finanziare il progetto.
Nei suoi primi due anni in carica, Trump avrebbe pubblicato 8158 tweet errati. Secondo il Washington Post, sarebbe responsabile di 492 tweet sbagliati o devianti pubblicati nei soli primi cento giorni del suo governo. In uno di questi, ad esempio, affermava che l’eroina uccide 300 americani alla settimana. La cifra in sé non è del tutto errata ma il presidente ha omesso che l’eroina entra negli Stati Uniti proprio attraverso la frontiera col Messico, che è quanto ha affermato invece la DEA, riferendosi all’anno 2018.
Nel 2006, di fronte alla Camera del Congresso la maggioranza dei democratici e repubblicani approvò il disegno di legge per proteggere le frontiere. Trump ha affermato che tale legge si è rivelata “nulla”.
Ma i contraffattori sono ovunque; ne è esempio il nuovo presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, che appoggia le posizioni estremiste del presidente americano mentre è incline a favorire le teorie di cospirazione contro gli Stati Uniti.
Quanto alla posizione di Trump nei confronti dei rifugiati, bisognerebbe scrivere un articolo a parte.
Da un lato ci sono gli americani tradizionalisti che difendono i diritti umani, dall’altro, Donald Trump.
Gli Stati Uniti si sono ritirati definitivamente dall’UNESCO questo mese, dopo averlo annunciato a ottobre 2018. La delegata alle Nazioni Unite, Nikki Haley, ha descritto l’UNESCO “spazzatura”; insomma, sarebbe meglio dimenticarla, come molti altri membri dell’amministrazione Trump.
Infine, il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha attaccato Trump in riferimento agli affari commerciali e ci si aspettava che il presidente americano pronunciasse un discorso alla conferenza di Davos, ma non si è neppure presentato a causa dello shutdown del governo americano.

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Redazione

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