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Nuova ondata di terrorismo in Turchia

Bandiera Turchia

Di Mustafa Ünal. Yarına Bakış (09/06/2016). Traduzione e sintesi di Marta Calcaterra.

Noncurante del Ramadan, il terrorismo ha mostrato il suo volto insanguinato. L’altro giorno Istanbul, poi Mardin. La situazione è molto pesante. Circoscrivere il bilancio delle vittime e dei martiri è insensato. I numeri sono inutili. È profondo il trauma che ha subito il popolo. Da qualche tempo il terrorismo sta colpendo dritto al cuore della Turchia. A volte travestito da PKK, altre sottoforma di Daesh (ISIS). I danni sono enormi e l’intero paese ne è ferito.

Una sorpresa? Purtroppo no. La Turchia è, da un po’ di tempo a questa parte, bersaglio di un’ondata terroristica. Il terrorismo si diffonde di città in città, da Ankara ad Istanbul, da Mardin a Şanlıurfa; è diventato parte integrante della quotidianità. A Oriente, a Occidente, la morte è ovunque.

Quando finirà? Quando si fermerà lo spargimento di sangue? Purtoppo non c’è speranza. Il governo dell’AKP è impotente. La prima promessa di Binali Yıldırım, il nuovo primo ministro, riguardava il terrorismo. Alzando la voce ha affermato che avrebbe eliminato dall’agenda del paese la lotta al terrorismo. Tuttavia la maggior parte delle persone avrebbe dovuto imparare da quanto successo finora.

Chi è il ministro responsabile della sicurezza del paese? Efkan Ala, ministro degli Interni. Il suo unico compito è occuparsi dell’ordine pubblico. Ci è riuscito? No. Ha pagato per questo? No. Al contrario, la sua posizione si è rinsaldata. Il consiglio dei ministri è cambiato molte volte in un anno e ogni volta lui è riuscito a mantenere la sua posizione. È comparso solo quando si è parlato di attacchi terroristici. Poi è scomparso, di nuovo.

Il vero terrorismo si è manifestato ad Istanbul e a Mardin in tutta la sua brutalità, mostrando la sua natura cruenta. Dove sono il Consiglio Nazionale per la Sicurezza e Efkan Ala?

Mustafa Ünal è uno scrittore turco che lavora per la testata giornalistica Yarına Bakış.

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Redazione

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