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Libia: eccesso di divisioni interne

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Di Samir Atallah. Al-Sharq al-Awsat (11/03/2016). Traduzione e sintesi di Maddalena Goi.

Il territorio libico è due volte quello di Francia e Germania, dell’Olanda e della Gran Bretagna. Quello che rimane basterebbe per altri due Stati almeno. La sua costa mediterranea si estende per 1600 km e questa vasta area è abitata da sei milioni di persone, due dei quali si trovano ora in Tunisia insieme ad altri milioni di iracheni e siriani, in attesa delle condizioni ritornare alle loro case e alla normalità.

Un’area di 1,8 milioni di chilometri quadrati con la costa più lunga del Mediterraneo, la Libia è il sedicesimo paese del mondo per dimensioni e occupa il decimo posto a livello mondiale tra i produttori di petrolio. Per altro, il petrolio libico è di qualità superiore e a prezzi inferiori in termini di estrazione e trasporto per la vicina Europa. È su questo vasto terreno, ricco di ogni tipo di risorse naturali, che combattono i libici, sei milioni di persone e un reddito pro-capite stimato di 14 mila dollari, uno dei più alti tra i paesi del mondo arabo.

Ma è stato trovato un accordo sul governo o sul parlamento, sull’esercito o sulle forme di Stato, i suoi ambasciatori e le relazioni con uno dei paesi vicini del Magreb o l’Egitto? I libici devono voler qualcosa ma fino ad ora è un segreto che non sa nessuno.

Nel suo libro, Tarek Mitri, il primo inviato delle Nazioni Unite in Libia dopo la rivoluzione del 2011, ha riassunto la sua esperienza nel “labirinto libico” affermando: “Dio aiuti il popolo libico e gli inviati internazionali, soprattutto se Tarek Mitri, la sua diplomazia e il suo tatto sono stati ridotti in silenzio”.

Oh libici, prendete esempio dalla Tunisia, un paese molto piccolo, ma che è riuscito a scacciare il proprio dittatore e che al momento della rivoluzione ha aperto le sue porte. Oh libici, svegliatevi dai vostri incubi, il popolo è chiamato a respirare!

Samir Atallah è uno scrittore e giornalista libanese.

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