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Libano, aerei israeliani lanciano volantini contro Hezbollah alla popolazione del sud

di Katia Cerratti

Ai cittadini libanesi

Hezbollah, che è sotto il comando di siriani e iraniani, vi ha portato sull’orlo dell’abisso; Hezbollah, con la sua politica isolazionista, incosciente e falsa, vi ha portato molte cose buone: disastro, demolizione e morte.
Potete ancora pagare questo prezzo?
Sappiatelo!
L’esercito israeliano di difesa tornerà a rispondere con forza a qualsiasi attacco contro Israele.
Lo stato di Israele

Questo il testo del volantino che l’aviazione israeliana, secondo fonti non ufficiali, ieri mattina avrebbe lanciato alla popolazione libanese a sud del Libano. Un messaggio chiaro, che, se non trattasi di un fake, non lascia spazio a equivoci: Israele accusa Hezbollah di aver condotto il popolo libanese alla rovina. Usa termini forti come abisso, disastro, demolizione, morte. Quasi un invito a una presa di coscienza, alla consapevolezza, come a dire:”Poi non lamentatevi, noi vi abbiamo avvisati!…”, e quasi una sorta di giustificazione, una fuga in avanti per i due droni lanciati da Israele la notte tra sabato e domenica, sempre a sud del paese, uno dei quali contenente, secondo Hezbollah, 5,5 Kg di esplosivo.

Ma mentre Nasrallah minaccia di reagire proprio dal Libano e il premier libanese Saad Hariri, ieri in una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha chiesto alla Russia di inviare messaggi chiari a Israele per smettere di violare la sovranità del Libano, sottolineando l’importanza del ruolo russo nella prevenzione dell’escalation e della tensione, il governo di Netanyahu sembra avviarsi indisturbato verso quella che potrebbe diventare la terza guerra israelo-libanese, dopo aver effettuato “raid preventivi” in Siria, Iraq, Gaza, continuando a violare lo spazio aereo libanese, con conseguente ennesima violazione della risoluzione 1701/2006, e sguinzagliando droni a quote sempre più basse. Come si spiega tanta “audacia”? Probabilmente, con l’avvicinarsi delle elezioni. Il premier Netanyahu, potrebbe infatti aver giocato la carta del fustigatore degli Arabi, auto ergendosi a paladino della sicurezza in Medio Oriente, ruolo già conferitogli peraltro da Trump che lo ha legittimato come gendarme degli Usa nella regione mediorientale. Una pericolosa forzatura dunque, di una situazione già di per sé incandescente e che non può continuare a passare inosservata agli occhi delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza, sorti dopo la seconda guerra mondiale proprio per garantire la pace e la sicurezza internazionale e di cui fanno parte grandi potenze che potrebbero restare coinvolte in un conflitto di portata ben più ampia rispetto a quello che sta per profilarsi nella regione. Nel frattempo, i libanesi trattengono il respiro e aspettano. Volantini o bombe.


Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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