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Le proteste in Iran ed il supporto del popolo iracheno

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Di Adnan Hussein. Ash-Sharq Al-Awsat (08/01/18). Traduzione e sintesi di Cristina Tardolini

Sempre più iracheni credono che la potente classe politica del paese stia marciando completamente verso l’Iran o che sia complice silenziosa di quest’ultimo data la sua crescente influenza politica, militare ed economica in Iraq.

Questa tendenza è coerente con l’umore generale iracheno, esacerbato dai vari gradi del regime iraniano, in particolare dal diretto ruolo politico e militare di Teheran in Iraq, e dalle dichiarazioni di leader militari e civili che stanno trattando con l’Iraq così come con il Libano, la Siria e lo Yemen poiché sono una sfera di influenza e un’area vitale per l’Iran. Questo stato d’animo è ulteriormente rafforzato dalla ripetuta visita del comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane, il generale Qassem Soleimani, sui fronti di guerra e all’interno della Green Zone, che molti iracheni vedono come una provocazione alla loro dignità e i loro sentimenti nazionali. Tuttavia, gli iracheni si sono dimostrati molto interessati tramite i social network alla scia delle proteste iraniane sin dall’inizio, e molti di loro hanno mostrato un’interazione molto viva con l’evento come se fosse in atto in parte dell’Iraq e non oltre il confine, tanto che l’evento è stato supportato esplicitamente da giornalisti, commentatori e attivisti di spicco nel movimento di protesta iracheno che chiede riforme politiche, servizi pubblici e la fine corruzione amministrativa e finanziaria.

I commenti arrivati su Facebook riflettevano l’aspirazione irachena a un cambiamento in Iran che avrebbe allentato la morsa di quest’ultimo in Iraq: i commentatori si riferivano in particolare agli slogan lanciati dai manifestanti iraniani che chiedevano di occuparsi della situazione interna e affrontare i problemi economici e sociali sofferti dagli iraniani, piuttosto che delle milizie armate in Iraq, Libano e Yemen, e del rifornimento di armi e denaro.

Le forze politiche sciite al potere in Iraq, sono rimaste in silenzio per i primi due giorni e non hanno rivelato la loro posizione contro il movimento di protesta iraniano, se non a seguito della soppressione del movimento dopo le dichiarazioni del leader supremo iraniano Ali Khamenei.

Scrittori, commentatori e critici iracheni che hanno mostrato simpatia per il movimento iraniano hanno attirato l’attenzione sulla posizione delle forze politiche sciite e dei loro leader. Qualsiasi debolezza nel potere del regime iraniano ridurrebbe il potere dell’influenza iraniana in Iraq e indebolirebbe l’egemonia delle forze politiche sciite sulla vita politica, economica e sociale del paese, che potrebbe influenzare positivamente il desiderato processo di riforma. E la lotta alla corruzione amministrativa e finanziaria che ha avvelenato la vita degli iracheni per diversi anni.

Adnan Hussein è uno scrittore iracheno

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Redazione

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