Turchia Zoom

La Turchia in caduta libera

Di Murat Yetkin. Hurriyet Daily News (01/04/2015). Traduzione e sintesi Carlotta Caldonazzo.

Lo scorso martedì, a una settimana dagli scontri tra l’esercito turco e il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), a Istanbul un uomo ha fatto l’irruzione nella sede del partito di governo Giustizia e Sviluppo (AKP), mentre un uomo e una donna hanno attaccato il quartier generale della polizia. Un giorno prima, un lungo blackout aveva paralizzato 80 delle 81 province del Paese e quasi contemporaneamente elementi armati del del Partito/Fronte rivoluzionario di liberazione del popolo (DHKP-C) avevano sequestrato Mehmet Selim Kiraz (il procuratore che conduceva il processo contro gli agenti di polizia accusati dell’uccisione dell’adolescente Berkin Elvan durante le proteste di Gezi Park nel 2013). Una preoccupante concomitanza, di fronte alla quale il governo minaccia una stretta repressiva contro le “forze oscure”, mentre l’opposizione accusa l’intelligence.

Il 31 marzo un uomo armato si è introdotto negli uffici dell’AKP nel distretto di Kartal a Istanbul, intimando a tutti i presenti di uscire. Quindi ha rotto diverse finestre dell’ultimo piano calando una bandiera turca. Le unità speciali della polizia hanno bloccato il traffico nei dintorni, e sono entrate nell’edificio arrestando l’”assalitore”. Nelle stesse ore, gli agenti hanno ucciso una donna che si dirigeva armata conttro il quartier generale della polizia, arrestando il suo presunto complice. Finora ufficialmente non c’è alcun collegamento tra questi due episodi e il sequestro di Kiraz, ma la tensione è alta. Il 3o marzo, inoltre, un blackout di circa nove ore ha colpito quasi tutta la Turchia, facendo temere inizialmente che a scatenarlo fosse stato lo stesso DHKP-C o altre “forze oscure” legate al deep state. Il fenomeno è stato poi ricondotto a danni sulla linea elettrica.

Di diverso avviso è il leader del Partito Repubblicano del Popolo (CHP) di Kemal Kılıçdaroğlu, che commentando l’incidente su Twitter si chiede se il blackout sia stato provocato intenzionalmente. Altrimenti i presunti affiliati del DHKP-C non sarebbero mai potuti entrare con le loro armi nel palazzo di giustizia Çağlayan per sequestrare Kiraz. “Se l’intelligence turca si immischia in faccende che non la riguardano”, spiega Kılıçdaroğlu, “si potrà entrare gli uffici del procuratore della repubblica al suono della fanfara!”. È strano inoltre che il DHKP-C abbia rivendicato il sequestro come vendetta della morte di Berkin Elvan, proprio quando Kiraz stava per concludere la ricerca dei colpevoli, dopo aver inviato alla scientifica le riprese della repressione delle proteste di Gezi Park per identificare gli agenti coinvolti. Secondo indiscrezioni risalenti a un mese fa, le sue indagini erano infatti in dirittura di arrivo, concentrandosi in particolare su tre poliziotti accusati.

Intanto, 30 presunti membri del DHKP-C sono stati arrestati, di cui 22 ad Antalya, sospettati di pianificare attentati, e 5 a Eskisehir. Già durante i funerali di Kiraz, inoltre, il primo ministro Ahmet Davutoğlu aveva definito il suo sequestro “un attacco alla magistratura della Turchia, alla democrazia e a tutti i cittadini”, promettendo la linea dura contro qualsiasi manifestazione non autorizzata. Critiche anche per la stampa, che ha diffuso le foto del sequestro di Kiraz con una pistola puntata alla testa. A proposito dei due sequestratori uccisi, Davutoğlu ha parlato di possibili legami internazionali, mentre il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha invitato tutte le autorità a “non sottovalutare la gravità dell’episodio”. Compresa la revisione delle misure di sicurezza intorno e nel palazzo di giustizia. Intanto sono stati assolti per insufficienza di prove i 236 imputati nel processo sul complotto detto Balyoz (martello da fabbro), in gran parte ex ufficiali dell’esercito e della marina. Una trama ricondotta dal giornalista Mehmet Baransu all’organizzazione Ergenekon, pilastro del deep state. A proposito di “forze oscure”.

Murat Yetkin è editorialista di  Hurriyet Daily News.

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Carlotta Caldonazzo

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