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KH-B-Z, cuocere il pane

mohamed choukri
mohamed choukri
Mohamed Choukri, autore de Il Pane Nudo

khabaza. E’ la radice araba da cui viene la parola per pane, khubz. Il verbo che avvia la radice significa proprio “cuocere il pane” – ci pensate? Una radice araba interamente dedicata a quest’antico prodigio.

 

“Mia madre continuava a ripetermi -Stai buono, domani partiamo per Tangeri, lì c’è tutto il pane che vuoi, non piangerai più per il pane appena saremo a Tangeri”: è  Mohamed Choukri e il suo romanzo Il Pane Nudo che vengono subito alla mente. E poi “Non sono uno straniero: conosco il tuo rancore, conosco il pane che lo nutre” dai versi di Una tomba per New York che Adonis scrisse nel 1971 e che Francesca Corrao ha splendidamente reso nel volume per Donzelli Poesia “Ecco il mio nome”. Altre occasioni ha avuto khubz, il pane, di farci sentire la sua voce, come quando a lui si dedicarono le rivolte in corso in Egitto nel gennaio del 1977. Le Bread Riots, le lotte per il pane, che spinsero gli egiziani a protestare contro i tagli ai sussidi sui beni di consumo primari. Di nuovo ci siamo accostati idealmente ai khabbāzuna, i fornai, e ai loro makhbaz, i forni, i panifici, quando Salah Methnani ha scelto questa immagine per descrivere la crisi ancora in atto in Siria. Percorrendo le strade di Aleppo ci viene mostrata “Una città in guerra al collasso, con pochi negozi aperti, qualche civile a girare per le strade deserte, alcuni taxi gialli a caccia di clienti e file interminabili davanti ai rarissimi forni aperti…”. (qui il video)

 

khabaza è una radice delicata, come il cigno di pane che lo zio Anush dona alla piccola Marjane Satrapi in Persepolis, e quando lei va a trovarlo in carcere gliene dona un secondo dicendo: “Ti ho fatto un altro cigno di molliche di pane. Questo è lo zio del primo!”. khubz, il pane, è per me anche il sacco della farina che la madre di Pablo Neruda ritagliò per cucirglici un paio di calzoncini. E’ la farina portata nelle tasche da mio padre quando aveva 7 anni e correva dal mulino dove lavorava il papà fino a casa dalla mamma, a versargliela sulla madia per fare l’impasto. Questa radice con cui la lingua araba cuoce il pane me l’ha spiegata Paul Celan che scriveva in tedesco e in rumeno ma aveva afferrato il segreto universale di questa parola, che anche khubz si porta dentro: “Sento dire che il pane, guardandolo, risana l’impiccato”.

 

Claudia Avolio

Claudia Avolio

1 Commento

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  • .. Credo che ci ama l’arabo davvero….
    In maniera quasi struggente e totalitaria (come questa lingua spesso esige)
    abbia una radice preferita… Questa è la mia !!!
    Grazie e buon lavoro!!

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