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Istanbul e i bambini siriani: un club di judo diventa scuola! (video)

Di Hassan Ghani. Al-Jazeera (07/06/2015). Traduzione di Claudia Avolio.

Quando ho incontrato Mahmoud, Abdullah e Eesa, erano stati cacciati da un fast food di fronte al grand bazaar di Istanbul. Avevano cercato di ripulire il cibo rimasto sui tavoli e di chiedere dei soldi ai turisti. A 10, 11 e 12 anni, le loro famiglie dipendevano da loro. “Mio padre è malato e dobbiamo pagare l’affitto,” mi ha detto il più grande dei tre, Eesa, “Il mondo si sta abbattendo su di noi”. Purtroppo, è una visione che è diventata familiare ad Istanbul: piccoli rifugiati siriani agli angoli delle strade, mani tese in avanti, quando dovrebbero essere a scuola.

Secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, si stima che ci siano ora 900 mila ragazzini siriani che vivono in Turchia. Oltre la metà di loro sono in età scolare. Per quelli che si trovano nei campi gestiti dal governo sono previste delle scuole. Tuttavia, la maggior parte dei rifugiati vive nelle città, dove le cose sono molto più complicate. Un qualche caotico collage di agenzie governative ed enti di beneficenza cerca di fornire un’istruzione per l’altrettanto caotico influsso di famiglie, ma le risorse sono stiracchiate e molti ragazzi stanno ancora crescendo nelle strade senza un’istruzione di base.

Proprio questa visione ha mosso Nasirah Boudeh, marocchina che ha vissuto ad Istanbul da così tanto tempo che ora si sente più a suo agio se parla turco piuttosto che arabo.

Nasirah ha fatto squadra con un gruppo di volontari siriani per mettere su una scuola elementare gratuita e attirarvi quei bambini. Il loro più grande ostacolo è stato trovare uno spazio per la scuola presso Fatih, quartiere storico – e sovraffollato – di Istanbul. “Il signor Necmettin Ucyildiz, direttore del club degli sport, mi ha detto che c’è una sala per lo sport che si poteva usare quando si voleva, così abbiamo iniziato. Siamo partiti con 25 studenti,” mi ha detto.

E così è iniziato un connubio inusuale. Le lezioni di judo per i bambini del luogo sono continuate di sera, mentre i bambini siriani hanno ricevuto la loro istruzione primaria di mattina. Le stanze al piano di sopra per i gruppi più grandi di età sono state convertite in toto in vere e proprie aule scolastiche. La scuola si è estesa a 100 studenti. “Condividiamo qualunque struttura il ministero dello Sport ci offra. Per esempio, se vogliono andare in gita, cerchiamo di fornire il trasporto e il cibo,” ha detto Irfan Danaci, vice-direttore del Mavi Halic Sports Club.

I libri di testo sono stati forniti da un ente di beneficenza educativo, mentre lo Sports Club ha offerto il suo aiuto nel trovare uniformi e giacche. Anche gli insegnanti, alcuni dei quali lavorano di notte per sostenere le proprie famiglie, danno il loro contributo economico nel gestire le cose. In alcune parti della città le tensioni stanno montando, mentre la gente del posto sente che la crescente popolazione di rifugiati sta esacerbando una scarsità di case e si sta aggiungendo alla pressione sulle risorse.

Ma qui, in questa parte di Fatih, c’è un po’ di positività nell’aria.

Hassan Ghani è un giornalista che scrive per Al-Jazeera.

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Claudia Avolio

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