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Israele, Netanyahu avverte l’Iran: “vattene presto dalla Siria”

L’Orient-Le Jour (15/01/2019)                    Traduzione e sintesi di Katia Cerratti

“Ieri ho sentito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano dichiarare che l’Iran (non ha) alcuna presenza militare in Siria. Lasciate che gli dia questo consiglio: vattene presto, perché perseguiremo vigorosamente la stessa politica di attacco, senza paura e senza sosta.”. Cosi si è espresso il premier israeliano Benjamin Netanyahu, nel corso della cerimonia di inaugurazione del nuovo Capo di Stato Maggiore, il generale Aviv Kochavi.
L’Iran mente sempre” – ha aggiunto – ” mente in questo momento affermando di lanciare un satellite innocente mentre cerca di raggiungere la prima fase di un missile intercontinentale, in violazione di tutti gli accordi internazionali “. 

Negli ultimi anni, l’esercito israeliano ha colpito più volte bersagli iraniani e di Hezbollah in Siria. L’Iran e Hezbollah, due dei grandi nemici di Israele, hanno aiutato il regime di Bashar al-Assad a prendere il comando sui ribelli e sui jihadisti durante la guerra civile. Netanyahu proclama senza sosta che non lascerà che l’Iran usi la Siria come testa di ponte contro Israele.

Sebbene Israele abbia corroborato solo eccezionalmente le sue operazioni in Siria, tuttavia Netanyahu, domenica scorsa, ha confermato che l’aviazione israeliana ha condotto un raid contro depositi iraniani di armi e in questi ultimi anni ha colpito obiettivi iraniani o di Hezbollah in Siria. Anche il Capo di Stato Maggiore uscente, Gadi Eisenkot, ha riferito al New York Times, di migliaia di bersagli iraniani e di Hezbollah colpiti dall’esercito israeliano specialmente a partire da gennaio 2017.

Israele si considera anche come l’obiettivo designato delle attività nucleari e balistiche iraniane, sebbene Teheran proclami che lo scopo del suo programma atomico sia civile.
Quanto al satellite incriminato, il ministro delle telecomunicazioni iraniano, Mohammad Javad Azari-Jahromi, ieri ha dichiarato che il lancio del Payam da parte del suo paese non ha avuto successo nella fase di lancio.

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Katia Cerratti

Giornalista professionista, laureata in Lingue orientali con una tesi in Islamistica sull’integralismo islamico in Egitto, comincia ad amare la lingua araba all’età di undici anni, quando un compagno di scuola, marocchino, le scrive il nome in arabo sul diario: Muhammad محمد. Coltiva negli anni una grande passione per il multiculturalismo, la difesa dei diritti umani e delle minoranze, segue la politica estera in particolare di Asia e Medio Oriente e la vita culturale di queste regioni. Inizia a scrivere sul "Calendario del popolo” di Nicola Teti, ha collaborato con il settimanale Left e con le testate online arabismo.it e newscinema.eu, e attualmente scrive per arabpress.eu. Da molti anni lavora nella redazione Media Management di Rainews24.

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