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Israele: il coronavirus porterà alla formazione di un “governo nazionale”

Da settimane i politici stanno avvicinando poco a poco le due epidemie che colpiscono Israele, quella politica e quella del coronavirus, rendendo la prima sempre più influenzata dalla diffusione della seconda

di Adli Sadiq, al-Arab, (14/03/2020). Traduzione e sintesi di Francesca Paolini

Le due fazioni israeliane sarebbero più preoccupate per il virus piuttosto che per i loro elettori se il Likud e il partito Blu e Bianco non avessero trovato nel covid-19 una via d’uscita per salvarsi la faccia. I due partiti hanno proposto la formazione di un governo di coalizione, una scelta improvvisa volta a frenare la situazione d’emergenza scatenata dall’epidemia del coronavirus; gli elettori invece, secondo dei sondaggi d’opinione, si aspettano un proseguimento dell’impasse politica.

Il 40 % degli intervistati crede che la quarta elezione si terrà poiché le due parti hanno delle precise aspirazioni politiche, combattendo, secondo molti israeliani, una vera lotta per il potere che non ha nessuna relazione con principi e differenze ideologiche. Gli indicatori dei sondaggi di opinione riflettono la confusione e le possibili difficoltà nella situazione in cui lo Stato d’Israele, per la prima volta nella sua storia, non riesca a formare un governo dopo tre tornate elettorali.

Contrastanti risultano le opinioni circa la composizione del governo: il 19% si aspetta un governo ristretto che comprenda il Likud e chi con lui appartiene all’estrema destra religiosa, mentre una percentuale simile immagina un governo di destra formato dal Likud e dal partito Blu e Bianco. Solo il 9% non vuole la partecipazione del Likud e preferisce un governo della minoranza parlamentare che includa il partito Blu e Bianco e un insieme di altri partiti. Il 31% preferisce invece un governo nazionale allargato in cui partecipino tutti i partiti, compresa la coalizione della Lista Comune, che include i partiti arabi e i suoi alleati.  Il 26% preferisce un governo di destra ristretto, con il Likud e il partito Israel Beitenu guidato da Avigdor Lieberman, mentre il 17% immagina un governo ristretto composto dal partito Blu e Bianco e dai partiti di sinistra compresa La Lista Comune. Il sondaggio condotto dalla rivista “Israele Hayom” fedele a Netanyahu, ha invece nominato quest’ultimo a capo del governo con una percentuale del 47% contro il 36% a favore di Benny Gantz capo del partito Blu e Bianco.

Netanyahu continua a mostrarsi pronto per la quarta tornata elettorale  che si dovrà tenere tra meno di sedici mesi e per  mettersi al sicuro ha invitato la commissione del regolamento interno del Likud a riunirsi per scusarsi della gara interna al partito eliminando i mezzi che obbligano il partito prima di ogni elezione generale a condurre una gara per nominare il candidato alle elezioni e al ruolo di capo del governo.

Netanyahu era in competizione con Gantz che provava a ignorare il coronavirus e a comportarsi come se non ci fosse, proponendosi come responsabile per la formazione di un governo di minoranza che potesse contare sui voti dei deputati della Lista Comune.  Gantz ignorava inoltre  l’opposizione interna alla leadership del partito, poiché il governo dipendeva dai voti dei membri arabi. Gantz resterà forse fedele a questa idea, nonostante la ribellione dei membri della sua lista e la pacifica opposizione portata avanti da uno dei più importanti membri del partito, il generale Gaby Ashkenazi.

Tuttavia da giovedì 12 Marzo le cose sono cambiate a causa del grande panico che ha colpito la regione e il mondo a seguito della diffusione dell’epidemia. I calcoli e le complicazioni del virus politico sono quindi diminuiti di fronte alla pericolosità del coronavirus e il presidente del partito Blu e Bianco ha approvato la formazione di un governo d’emergenza nazionale.

Per Avigdor Lieberman, ateo estremista e capo del partito Israel Beitenu, questo governo non ha bisogno della partecipazione dei partiti religiosi e non deve limitarsi solamente al Likud e al partito Blu e Bianco, ribadisce inoltre con fermezza di non voler partecipare ad un governo guidato da Netanyahu o che includa dei partiti arabi.

Mentre Gantz  è propenso all’inclusione di tutte le otto fazioni della Knesset dentro alla coalizione allargata, compresa la Lista Comune, Netanyahu non ha dato una risposta immediata circa il possibile coinvolgimento dei partiti arabi, nonostante lui stesso guidi la campagna contro i membri della Knesset arabi poiché avrebbero come ultimo interesse la distruzione dello Stato.

Nel frattempo gli osservatori in Israele dicono che l’inizio delle negoziazioni tra Netanyahu e Gantz possono andare avanti ed avere successo ma solo se i due uomini si sottoporranno in maniera efficace alla cura fino alla guarigione effettiva dal virus politico.

Adli Sadiq è uno scrittore e politico palestinese

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Redazione

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