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Il terrorismo insegue i rifugiati in Europa

Di Jihad el-Khazen. Al-Hayat (09/01/2016). Traduzione e sintesi di Antonia Maria Cascone.

Qualche giorno fa la cancelliera tedesca, Angela Merkel, affermava che i rifugiati avrebbero costituito un beneficio per la Nazione, oggi sollecita la polizia a proteggere le donne in tutte le città.

Tra la prima e la seconda presa di posizione c’è stato un attacco da parte di più di mille uomini, la maggior parte di loro ubriachi, che hanno aggredito e derubato alcune donne alla stazione centrale dei treni di Colonia: la polizia ha ricevuto120 denunce da queste donne, tra cui una di stupro. Tutte le notizie sull’attacco della vigilia di Capodanno riportano che gli aggressori sono “arabi o nordafricani”. Nonostante ciò, il sindaco di Colonia, Henriette Reker, così come la polizia e altri testimoni, hanno sottolineato che non ci sono prove schiaccianti sull’etnia degli aggressori. Gli oppositori di Angela Merkel, soprattutto dall’estrema destra, hanno marciato su tale accusa e l’hanno adoperata in qualità di arma politica contro la cancelliera, mentre altre fazioni tedesche hanno suggerito che gli aggressori potrebbero altresì appartenere a bande locali, probabilmente di Düsseldorf. Io credo che l’indagine abbia il compito di rivelare la verità e, nel caso in cui gli aggressori fossero arabi, è necessaria la loro espulsione immediata dal Paese.

Dopo gli eventi di Colonia, i rifugiati sono tornati al centro del dibattito europeo: sono stati evidenziati pericoli come il fatto che la maggior parte degli immigrati sia di sesso maschile; infatti nella sola Unione Europea l’anno scorso sono stati registrati (ufficialmente) 736.000 immigrati uomini di fronte alle 265.000 donne. In Svezia per ogni giorno dell’anno scorso sono entrati 90 ragazzi a fronte di 8 ragazze e Italia e Grecia hanno annunciato che il 66% degli immigrati in questi Paesi sono uomini. Forse è stato Justin Trudeau, il primo ministro canadese, il primo a ravvisare questo squilibrio e, due mesi fa, ha annunciato che a partire da quest’anno (il 2016) , il Canada accoglierà solo donne siriane con i loro bambini e rifiuterà qualsiasi uomo o minore non accompagnato.

Alcuni Stati europei hanno cominciato a parlare del pericolo dettato dalla presenza di adolescenti senza lavoro e senza una professione qualificata e la Germania, dato che ha accolto 1,1 milioni di rifugiati l’anno scorso, sente più pressione di altri Paesi, mentre i partiti dell’opposizione vogliono porre il limite del numero di rifugiati annui a 200.000. Simili proposte si sono poi succedute negli altri Paesi. Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha espresso la sua preoccupazione per la cristianità a causa del flusso di rifugiati musulmani, come se un siriano che scappa dalla morte nel suo Paese cerchi di imporre l’Islam agli europei. Peggio di lui il presidente ceco Miloš Zeman, che ha affermato qualche giorno fa che dietro il flusso di rifugiati e immigrati ci sono organizzazioni islamiche e il gruppo della Fratellanza Musulmana. Il fatto strano di Zeman è che ha superato la settantina ed è un uomo di sinistra, ma la sua posizione riguardo l’immigrazione è antica e dello stesso tipo promulgato dalla destra europea.

Prendendo le distanze da estremismi di ogni genere e dall’antica e radicata fobia che alcuni europei hanno dello straniero, c’è un concreto pericolo che non dovrebbe essere ignorato, ossia l’infiltrazione di terroristi, o di sostenitori del terrorismo, nelle fila degli immigrati verso l’Europa. L’indagine sull’attacco terroristico che ha colpito la Francia lo scorso novembre ha rivelato che uno di coloro che l’ hanno progettato ed eseguito era tra loro. La stragrande maggioranza degli immigrati è scappata dai loro Paesi alla ricerca di una vita migliore, ma così come un capello nell’impasto rovina il pane, così il terrorismo corrompe l’immigrazione, e sono gli immigrati a pagarne il prezzo più alto.

Jihad el-Khazen è un giornalista libanese ed editorialista del giornale panarabo Al-Hayat.

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Roberta Papaleo

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