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Il graduale ritorno della Siria sulla scena diplomatica

L’Orient-Le Jour 28/12/2018)                    Traduzione e sintesi di Katia Cerratti

La riapertura dell’Ambasciata degli Emirati Arabi Uniti a Damasco è, attualmente, il segnale più indicativo degli sforzi in corso da diversi mesi per riportare la Siria di Bashar al-Assad nell’arena diplomatica. Una  tendenza che potrebbe rafforzarsi  nelle prossime settimane.

Notevoli progressi sono stati realizzati in questa direzione. Il 29 settembre infatti, il ministro degli Esteri siriano Walid Mouallem, ha incontrato il suo omologo del Bahrain durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il 16 dicembre, il presidente sudanese Omar al-Bashir ha incontrato Assad a Damasco, diventando così  il primo capo di Stato arabo a visitare la Siria dal 2011. Il 22 dicembre, il più alto responsabile della sicurezza siriano, il generale Ali Mamlouk, si è recato al Cairo per intavolare colloqui con il suo omologo egiziano. E’ la sua seconda visita ufficiale in Egitto dal 2016.

Il 27 dicembre, gli Emirati Arabi Uniti hanno dunque riaperto la loro ambasciata  a Damasco e si tratta del primo stato del Golfo a prendere un’iniziativa del genere dopo l’annuncio da parte dei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG), di ritirare i loro ambasciatori in Siria nel 2012.

E anche il Bahrein, nello stesso giorno, ha espresso l’intenzione  di riaprire la sua ambasciata nella capitale siriana. Cosa dobbiamo aspettarci dunque? Ormai, tutti gli occhi sono puntati sui pesi massimi del mondo arabo, l’Egitto e l’Arabia Saudita. Il Cairo potrebbe rafforzare il suo livello di rappresentanza, con un ambasciatore al posto di un incaricato d’affari e Riyadh potrebbe riaprire la sua ambasciata.

Il quotidiano libanese al-Akhbar, vicino a Hezbollah, ha segnalato, nella sua edizione del  venerdì, che la Giordania sta considerando la nomina di un nuovo ambasciatore in Siria. Il 19 e il 20 gennaio, la Lega araba terrà un summit economico a Beirut, che potrebbe offrire ai funzionari siriani l’opportunità di incontri ad alto livello con i loro omologhi regionali. Ma la partecipazione della Siria al vertice è in fase di negoziazione. La Siria è stata sospesa dalla Lega Araba nel novembre 2011, solo pochi mesi dopo l’inizio del conflitto. Alla fine di marzo è previsto inoltre, un vertice della lega a Tunisi. L’organizzazione panaraba ha avvertito che non vi è alcun “consenso” a  un eventuale reintegro della Siria, tuttavia non ha escluso  la “la possibilità di un cambiamento della posizione araba”.

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Katia Cerratti

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