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Il blocco statunitense sfinisce il Libano mentre la fame rafforza Hezbollah

di Munir al-Rabi’, Al-Modon, (08/07/2020). Traduzione e sintesi di Pietro Menghini

Il governo libanese continua le sue manovre diversive nel tentativo di far fronte alla crisi energetica e finanziaria del paese, ma non arriva a nessuna soluzione. La riforma pensata per risolvere i  blackout non procede e il governo imbastisce un nuovo scandalo: l’emendamento alla legge per l’Autorità Regolatrice. Questo provvedimento mira a privare l’Autorità delle sue prerogative e farne passare il controllo nelle mani del ministro. La manovra, opera di Gebran Bassil, capo del Movimento Patriottico Libero, serve per continuare ad avere in pugno il controllo dell’elettricità attraverso il ministro. Questo è un tentativo di prendere tempo di fronte alla comunità internazionale, attraverso la presentazione di una riforma vaga e di dare la possibilità al governo libanese di riprendere i negoziati e ottenere degli aiuti.

Tra le manovre diversive del governo c’è anche il tipico tentativo di addossare le responsabilità di tutto ciò che succede a qualcun altro. Così è stato fatto per le accuse sulla manipolazione del tasso di cambio del dollaro o per le proteste degli ultimi mesi. Lo stesso vale per le accuse contro la Turchia, chiaramente fabbricate allo scopo di scaricare le responsabilità del governo per la sua incapacità di trovare soluzioni. Questa è la via più facile, quella di inventare uno spauracchio chiamato terrorismo, cosi che i libanesi dimentichino la loro fame e temano per la loro vita.

Le bugie però hanno le gambe corte e, nonostante le manovre diversive, la situazione internazionale del Libano non cambia. Fonti diplomatiche hanno infatti rivelato nei giorni scorsi che Washington continuerà la sua pressione sul Libano e su Hezbollah. Ciò significa che non ci saranno aiuti, non senza prima un controllo sulle riforme e sui conti e solo dopo un chiaro accordo politico su tutti i temi ancora da discutere.

Le fonti inoltre rivelano che gli statunitensi non intendono concedere altre opportunità al governo di Hassan Diab. Al di là dell’impossibile applicazione di piano di Bassil per guadagnare tempo di fronte alla comunità internazionale, il capo del Movimento Patriottico vede la sua libertà d’azione restringersi sempre di più, stretto tra gli Stati Uniti e Hezbollah.

Il piano di Hezbollah a sua volta, non è migliore. Il partito cerca di resistere alle pressioni statunitensi e di accordarsi con l’Iraq o di arrivare al carburante iraniano per risolvere la crisi energetica e finanziaria del paese. Il governo libanese ufficialmente non accetterebbe un simile piano dunque la responsabilità di far arrivare il carburante iraniano via Iraq e Siria sarebbe interamente di Hezbollah. In questo senso, il partito continua a cercare di assicurarsi cibo e forniture mediche via Siria, nel tentativo di mantenere vivo il fronte della resistenza. Gli USA intanto continuano le pressioni sul partito e i suoi alleati. Gli avversari libanesi di Hezbollah mancano però di qualunque prospettiva a lungo termine portando al loro indebolimento di fronte al partito sciita nonostante le pressioni statunitensi.

Secondo il patriarca maronita, Béchara Rai, e l’arcivescovo Elias Aoude la crisi si è aggravata nelle ultime ore, rafforzando l’influenza di Hezbollah sull’opposizione. Nel frattempo, continuano i movimenti diplomatici dell’Arabia Saudita, dell’Egitto, degli Emirati e del Kuwait. Questi movimenti, così come le prese di posizione dei due religiosi, non portano a nessun passo avanti nella risoluzione della crisi.

La notte di martedì Nasrallah ha concesso un’intervista a questa testata. Il capo di Hezbollah è apparso perfettamente a suo agio con l’attuale situazione e si è presentato come il salvatore dei libanesi. Ha dichiarato di non pensare che le pressioni statunitensi indeboliranno Hezbollah ma, al contrario, che lo rafforzeranno. Sembra che voglia mandare un messaggio chiaro agli statunitensi: i loro alleati non hanno nessuna capacità d’iniziativa o influenza e alla fine si dovranno accordare con Hezbollah, perché, secondo Nasrallah, questa situazione colpisce soprattutto chi fa affidamento sugli USA, da parte dei quali non ci sono aiuti.

I partiti libanesi alleati degli Stati Uniti non hanno una visione politica chiara e quando dovranno affrontare il caos e la fame non ci sarà nessun altro se non Hezbollah ad aiutarli.

Munir al-Rabi’ è un giornalista libanese che scrive per al-Modon e altri giornali libanesi.

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Redazione

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