Libano Zoom

I social network scenario ufficiale del movimento You Stink in Libano

Di Hassan Yahya. Al-Hayat. (07/09/2015). Traduzione e sintesi di Paola Conti.

È innegabile il ruolo preminente che hanno svolto i social network nella copertura mediatica della protesta del 29 agosto scorso, a cui i libanesi hanno preso parte per chiedere strade pulite, smaltimento dei rifiuti, elettricità ed altri servizi per la vita quotidiana. Il popolo libanese è stufo delle promesse di riforma e cambiamento provenienti della classe politica, perciò è sceso in strada per rivendicare ad alta voce i propri diritti.

La registrazione sui social network di più di 4 milioni di post con l’hashtag “You Stink” è un evidente segno del ruolo che hanno i social media nella mobilitazione dei manifestanti, dal momento che il suddetto numero si avvicina a quello dell’intera popolazione del Paese.

I tweet favorevoli o contrari alla campagna “You Stink”, hanno prodotto esiti che non possono essere ignorati, i fondatori di tale campagna hanno potuto trasformarla in un “brand”, in un marchio commerciale virtuale.

Il movimento “You Stink” è partito esclusivamente dalle piattaforme dei social network che hanno creato numerosi gruppi virtuali miranti ad aprire discussioni oltre che ad impostare progetti futuri e piani per il futuro del movimento.

È importante sottolineare che il governo non si è nascosto davanti a tutto questo, si è dedicato al lancio di campagne equivalenti in risposta ai manifestanti, utilizzando i loro stessi mezzi.

I tweet del ministro dell’Interno libanese Nouhad Machnouk sono stati un aspetto rilevante di questa campagna, anche alla luce della richiesta delle sue dimissioni da parte dei manifestanti. Nel giorno della grande manifestazione Machnouk tramite il suo account Twitter ufficiale, ha inviato i saluti alle “forze della sicurezza che sono tra voi per proteggervi” a “tutti i manifestanti pacifici e agli organizzatori”, alla “libertà, alla democrazia, alla sicurezza e alla pace civile poiché questo è quel che ci unisce”. Aggiungendo al  messaggio i principali hashtag della manifestazione, tra cui lo stesso #YouStink.

È da notare che il ministro dell’Interno ha inviato i suo messaggi direttamente attraverso i tweet senza bisogno di predisporre una conferenza stampa, il modo abitualmente utilizzato da un governo, mentre i manifestanti partendo dai social network hanno poi organizzato numerose conferenze per replicare a Machnouk, ai rappresentanti e all’autorità.

Il ruolo dei mezzi di connessione in questa vicenda non si è limitato a questi aspetti, essi hanno svolto infatti ulteriori ruoli, prendendo il posto che era dei canali e delle televisioni locali e internazionali nel trasmettere le notizie, minuto per minuto, specialmente dopo l’irruzione nel ministero dell’Ambiente. Nonostante la polizia avesse liberato l’edificio dai mezzi di comunicazione, i social network non si sono fermati, ed è iniziata la diffusione delle notizie dall’interno del ministero per far divenire i tweet e gli status personali di chi era all’interno dell’edificio fondamento delle notizie nei media locali e internazionali.

Inoltre, l’informazione di opposizione ha svolto un ruolo aggiuntivo servendosi di questi mezzi e lanciando una feroce campagna contro i fondatori del movimento, trasformando le pagine di Facebook e Twitter in quella che sembra una vera e propria guerra, sebbene senza spargimento di sangue.

Hassan Yahya è corrispondente da Beirut per  Al-Hayat.

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Roberta Papaleo

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