Palestina Zoom

I difficili quesiti palestinesi dopo un’esperienza di mezzo secolo

Le domande dei palestinesi ancora senza una risposta 

Di Majid Kiyaly. Al-Hayat (25/09/2018). Traduzione e sintesi di Mario Gaetano.

Le società palestinesi sono conosciute con vari nomi (regioni del ’48, Cisgiordania e Striscia), i palestinesi sono ancora alla ricerca di un’autorità nazionale, dopo che l’O.L.P. è stata marginalizzata e la sua efficacia corrosa, invece che divenire la casa di tutti i palestinesi.

Il primo problema che i palestinesi si trovano ad affrontare è il percorso che stanno intraprendendo che è minacciato dall’accordo di Oslo (1993) difettoso e iniquo, e dal quale esce una Nazione a metà per un popolo a metà. A questo si aggiunga anche il tentativo dell’amministrazione Trump d’imporre ai palestinesi una nuova realtà.

Il secondo problema  lo rappresenta l’O.L.P.  che dopo mezzo secolo non sembra essere stato in grado di adattarsi al susseguirsi degli eventi e di conseguenza la struttura dell’organizzazione sembra essersi a sua volta invecchiata, senza avere più nulla di nuovo da aggiungere e senza avere neppure supporti economici, impedendo così il suo rinnovamento.

Il terzo problema di cui si deve prendere coscienza sono i palestinesi, lasciati soli, indeboliti, senza speranza, alla mercé delle politiche di Israele  e di Trump che mirano alla distruzione, alla divisione sociale, e a trattare la questione arabo-palestinese come se fosse uno slogan.

È in questo contesto che si inserisce “l’adunata palestinese” alla quale hanno partecipato gli esponenti delle varie società palestinesi. In quest’adunata, si sono formulate  visioni politiche nuove attraverso le quali costruire delle cornici nazionali comuni.

La discussioni avvenute all’interno di quest’evento, si sono concentrate su alcuni principi, primo fra i quali l’unità del popolo palestinese, la salvaguardia dei diritti nazionali individuali e collettivi legittimi, e ancora rifondare le istituzioni nazionali con strumenti elettorali e elezioni dirette.

L’evento si è concluso con delle domande rivolte ai palestinesi, nella fattispecie alla leadership palestinese, ossia è possibile scommettere sul fatto che la lotta arabo-palestinese rimarrà un problema arabo e non solo un problema palestinese? Se la risposta è negativa, dal punto di vista operativo, siamo in presenza di una lotta palestinese-israeliana? Cosa può fare il popolo palestinese? O, esso che può fare in queste circostanze? Sarà concessa una realtà statale palestinese con la sconfitta di Israele a qualsiasi livello? O, l’ipotetico stato palestinese rimarrà ostaggio dei problemi che affliggono la regione e che hanno fatto nascere lo Stato d’Israele negli anni ’70? La lotta armata dei palestinesi è meglio o si deve limitare ala resistenza?

Queste domande sopra citate sono rimaste senza risposta, tuttavia ciò che si può affermare con certezza, è che il movimento nazionale palestinese contemporaneo ha dato i suoi frutti e tutto ciò che aveva nel 1974 attraverso la rinascita dell’O.LP. e attraverso il suo riconoscimento internazionale nella conferenza del vertice arabo internazionale a Rabat e nel discorso del defunto leader palestinese Yasser Arafat.

Majid Kiyaly è uno scrittore siriano-palestinese.

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Redazione

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