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Elezioni palestinesi locali o governo di unità?

elezioni palestina
Le elezioni palestinesi restano in dubbio, un governo di unità nazionale potrebbe forse sciogliere tutti i nodi

Di Hany al-Masry. As-Safir (20-09-2016). Traduzione e sintesi a cura di Raffaele Massara.

La decisione su quando andare alle urne in Palestina, sta tutta nelle mani della corte: se verrà sollevata la sospensione temporanea, ci sarà abbastanza tempo per organizzarle; in caso contrario la data rischia di slittare oltre il giorno 8 del prossimo ottobre.

Le vuole fortemente il presidente Mahmoud Abbas (e in generale il partito Fatah) intenzionato a legittimare il proprio potere, minacciato da divisioni interne, dal controllo di Hamas su Gaza, dalle mancate elezioni legislative e presidenziali e dal fallimento nell’istituire un’agenda politica con Israele. Lo vuole ancora di più dopo le pressioni da parte del Quartetto per il Medio Oriente (commissione composta da USA, Russia, UE e ONU) per una riappacificazione col “compagno di partito” Mohammed Dahlan. Questa riappacificazione è però vista dal presidente come una minaccia al suo “regno”, come un gettarsi la zappa sui piedi.

Lo stesso Hamas desidera queste elezioni: non solo per rafforzare la sua autorità nella Striscia di Gaza, ma pure per tentare di espandersi in Cisgiordania. Anche un “pareggio elettorale” sarebbe un successo per i vertici del partito, e pur di ottenerlo ricorrono sempre più ad accuse pungenti e calunnie.

Tornando a Fatah, le dispute tra Abbas e Khaled Meshal e, più ampiamente, tra chi vuole o non vuole le elezioni, hanno generato un gran caos e divisioni. Il giornale Al-Quds ha subito lanciato un invito al dibattito pre-elettorale, malgrado ciò non sia avvenuto nelle tornate precedenti (2005-2012). Elezioni locali si sono tenute anche nel 1972 e nel 1976, addirittura sotto il controllo dell’occupazione israeliana: il problema allora non è da ricercare nei tribunali bensì nelle bagarre trai due principali partiti e nel  loro gioco di spostare l’ago della bilancia del potere dall’una o dall’altra parte.

Alla luce di ciò, meglio non farle per niente se non dopo aver risolto questi problemi. Perché ignorare le decisioni della Corte Suprema e la sua indipendenza dal governo potrebbe essere ancora peggio. Così come sarebbe dannoso non trovare un accordo e magari votare solo in Cisgiordania o in un’atmosfera tormentata ed esplosiva.

Ci sono stati progressi nei giorni precedenti, lo stesso presidente ha proposto un incontro tra le due fazioni in un paese terzo (il Qatar). Abbas spera nella formazione di un governo di unità nazionale che indica finalmente le nuove elezioni. Se questo accordo andasse in porto, Fatah potrebbe finalmente fronteggiare e strappare ad Hamas il predominio su Gaza o almeno tenerla a bada in quanto “alleati”.

Un eventuale successo potrebbe però portare ad un governo di facciata che dietro la sua apparente unità nasconderà divisioni non soltanto tra parlamentari, ma anche al livello di ministeri ed altre istituzioni da unificare. Tematiche mai trattate fino ad ora.

Hany al-Masry è un analista politico e giornalista indipendente palestinese.

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