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Egitto: il rapper siriano DeeKay debutta al D-CAF

d-cafEgypt Independent (11/04/2013). Si chiama DeeKay, ha solo 18 anni e non si è mai esibito davanti a una grande folla. Quando Mahmoud Refat, curatore musicale per il Contemporary Arts Festival del Cairo Downtown (D-CAF) lo ha invitato ad aprire i concerti di Sham MCs (Siria) e Khadafi Dub (Usa), non poteva proprio rifiutare. Seppure cresciuto quasi esclusivamente nella capitale saudita Riyadh, DeeKay si è sempre sentito distaccato dalla società e dalla cultura che lo circondavano. Si è isolato nello spazio della sua camera alleviando la propria esistenza grazie ai beat e alle rime sulla sua amata Siria. Il giovane rapper all’inizio rappava di Siria e della vita vissuta attraverso la diaspora. Ma poi è scoppiata la crisi siriana e DeeKay si è dedicato anima e corpo a comporre rime sulla sua terra.

“Sapete che finora sono morte quasi 70 mila persone?”, chiede con una voce che lo fa sembrare molto più grande. “Di questo discuto nel mio rap: le 150 uccisioni al giorno, l’ingiustizia – non c’è un solo Paese che stia aiutando la Siria, siamo abbandonati a noi stessi. Perciò sto cercando di raccontare cos’accade lì”. Sul suo canale Youtube DeeKay ha già quasi 80 mila visualizzazioni, con pezzi rap che mescolano politica, accuse, soluzioni, teorie complottistiche, filosofia e un sacco di saggezza per un ragazzo tanto giovane. “Non mi è permesso tornare in Siria al momento,” spiega il rapper, “Per via della mia musica e per altre questioni. Perciò so che non ci potrò suonare tanto presto. Ma visto quello che sta attraversando l’Egitto, credo sia davvero la seconda miglior opzione. Voglio dire… Stiamo parlando dell’Egitto!”


Claudia Avolio

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