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Algeria: sei divorzi all’ora, un fenomeno che minaccia la società algerina

Di Wael Hamza. Huffington Post Arabi  (17/09/2015). Traduzione e sintesi di Paola Conti.

Le statistiche dell’Osservatorio Algerino per la Donna hanno registrato 60 mila casi di divorzio nel 2014, ovvero 166 casi al giorno, 6 divorzi all’ora. Alcuni matrimoni finiscono dopo pochi giorni, e spesso hanno come risultato bambini privati del calore familiare con l’assenza del padre, in quanto il Tribunale solitamente riconosce alla madre l’educazione del figlio fino al raggiungimento dei 18 anni.

Sha‘ban è un giovane uomo che ha deciso di separasi dalla moglie, un mese prima della nascita del loro primo figlio. Riassume la sua lunga storia dicendo: “Ho vissuto i primi sei mesi felicemente, tranquillamente, poi le cose sono cambiate, mia moglie ha iniziato ad attaccarmi spinta da un parente, sono stato paziente, ma mi ha accusato di aver rubato un fucile e ho deciso immediatamente di divorziare”. In seguito lei ha chiesto scusa e ha tentato di tornare a casa, ma lui ha rifiutato.

Un articolo della legge algerina inerente alla difesa della donna e del bambino, riconosce alla donna sposata il diritto di richiedere il khul’ (divorzio consensuale nel quale la donna paga al marito, che pronuncia il ripudio, un corrispettivo in denaro), dopo aver presentato una valida giustificazione. Tale articolo ha concesso a molte mogli di “liberarsi dei loro mariti”.

Amina (nome di fantasia), 24 anni, è una di quelle donne che ha deciso di fuggire dall’“inferno della vita coniugale”. Nel primo mese di matrimonio il suo compagno si è rivelato essere un’altra persona, diversa da quella con cui aveva vissuto una storia d’amore di quattro anni. “Scoprii che era tossicodipendente” afferma la ragazza e che “tutto ciò che sapevo della sua famiglia era una bugia”. Non riuscendo più a vivere con suo marito sotto lo stesso tetto, Amina si è rivolta al tribunale ed ha richiesto il khul’, ha portato suo figlio, frutto del breve matrimonio, a casa della sua famiglia dove lo sta crescendo con l’aiuto di sua madre; conformemente alla legge al marito viene concesso di vedere suo figlio ogni fine settimana.

Nel 2014 in Algeria sono nati circa 1.014.000 bambini e, considerando l’aumento dei casi di divorzio “precoce”, sono circa 100 mila i bambini che non vivono con entrambi i genitori.

L’avvocato algerino Barhan Hammama asserisce che questo tipo di divorzio è divenuto un fenomeno molto diffuso e allarmante in Algeria, che minaccia di frantumare la società algerina. “Tutto ciò colpirà al cuore la famiglia algerina, poiché migliaia di bambini crescono senza la cura di entrambi i genitori”. Egli teme che i figli di divorziati risentano di questa situazione psicologicamente e caratterialmente.

Buyahiya  Wahid, esperto di psicologia clinica, sostiene che la causa di divorzio precoce in Algeria si nasconda nella cosiddetta “mancanza di maturità emotiva” che causa fragilità nel vincolo matrimoniale e lo rende soggetto al divorzio. L’esperto aggiunge inoltre che i bambini sono coloro che soffrono maggiormente per la separazione; egli afferma che “i bambini che crescono privati del calore familiare soffriranno di disturbi psicologici e sociali e potrebbero essere inclini alla violenza, alle droghe e all’abbandono scolastico”. Per Wahid, quindi, quello Stato che non si assume la responsabilità e non si occupa dei minori, dovrà sostenere i loro problemi quando saranno grandi attraverso i centri di rieducazione (le prigioni).

Wael Hamza è un giornalista algerino.

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Roberta Papaleo

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