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Tempesta di critiche per Donald Trump, l'”Hitler d’America”

Di Joyce Karam. Al-Hayat (09/12/2015). Traduzione e sintesi di Paola Conti.

In seguito al suo invito di vietare l’ingresso negli USA a tutti i musulmani, Donald Trump, candidato repubblicano alle presidenziali statunitensi, è stato accostato alla figura del leader nazista Adolf Hitler.

Per la Casa Bianca la proposta di Trump lo rende ineleggibile per la presidenza, mentre il segretario della Sicurezza Interna, Jeh Johnson, avverte che la questione minerà la “sicurezza nazionale” degli Stati Uniti. 

I titoli della stampa, le foto pubblicate, le critiche provenienti da parte di entrambi i partiti, repubblicano e democratico, suggeriscono che il milionario Trump si stia trasformando in una sorta di “Hitler d’America”, e paragonano le sue dichiarazioni contro i musulmani, all’opposizione nazista verso gli ebrei.

Sulla scia della polemica sollevata dall’uccisione di 14 persone in California per mano di una coppia di estremisti musulmani, Trump ha chiesto di bloccare totalmente l’ingresso dei musulmani negli Sati Uniti fino a quando i rappresentanti del Paese non comprendano esattamente quello che sta avvenendo.

Nonostante le critiche il magnate statunitense difende le sue dichiarazioni affermando che la sua proposta è simile alla situazione dei giapponesi, tedeschi ed italiani, internati nei campi di concentramento durante la presidenza di Franklin D. Roosevelt nella seconda guerra mondiale. Trump aggiunge inoltre : “Quel che sto dicendo non è diverso da quel che fece Roosevelt, non abbiamo altra scelta. Ci sono persone che vogliono far saltare in aria le nostre città; siamo in guerra e abbiamo un presidente che non lo vuole dire”.

Le dichiarazioni di Trump non hanno alcun effetto giuridico sulla realtà dei musulmani o sulle leggi sull’immigrazione e si limitano ad un ambito popolare ed elettorale, anche al fine di mobilitare un maggiore sostegno per il magnate americano, che aveva iniziato a retrocedere di fronte al senatore Ted Cruz nei sondaggi d’opinione  in Iowa.

Le dichiarazioni di Trump hanno scatenato una tempesta di critiche, le sue foto accanto a quelle di Adolf Hitler hanno invaso i mezzi di informazione e i social network.

Repubblicani e democratici sono uniti contro di lui: da Jeb Bush, suo avversario nella corsa per la presidenza, che ha scritto “Donald Trump ha perso la ragione,” al presidente repubblicano della Camera dei Rappresentanti Paul Ryan e a Dick Cheney, ex vice presidente, che considerano le affermazioni di Trump in contrapposizione con tutto ciò che stanno difendendo ed in cui credono; sino alla candidata democratica Hillary Clinton che ritiene la proposta di Trump riprovevole.

Nihad Awad, direttore esecutivo del Consiglio per le relazioni Americano-Islamiche, ha paragonato le affermazioni di Trump alle politiche naziste contro gli ebrei. La Dar al-Iftaa egiziana (Istituto religioso preposto a rappresentare l’Islam) ha descritto le idee del candidato repubblicano come estremiste e razziste, mentre l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha messo in guardia dall’effetto che tali dichiarazioni potrebbero avere sull’importante programma di reinsediamento dei profughi siriani negli Stati Uniti .

Joyce Karam è la corrispondete a Washington per il quotidiano Al-Hayat.

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I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Arabpress.eu


Roberta Papaleo

1 Commento

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  • Grande Trump, un uomo con le palle. Come non ammirarlo… Se fossi americano lo voterei, da europeo non posso che fare il tifo per lui. I love Trump!

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